La Cecenia sta torturano a morte gli uomini arrestati nel raid anti-gay della polizia



Li hanno picchiati con bastoni, costretti a sedersi sui cocci di vetro, torturati con scosse elettriche ai genitali, appesi per i polsi e le caviglie e quasi soffocati con sacchetti di plastica. Sembra un film dell'orrore ma è la sorte toccata ai cento uomini arrestati dalla polizia cecena «in relazione al loro orientamento sessuale non tradizionale o al sospetto di questo».
Testimonianze e prove dell'accaduto sono state raccolte dal Russian Lgbt Network, un movimento di attivisti per i diritti umani che è costretto a lavorare in un clima di semiclandestinità dovuto alle leggi anti-gay introdotte da Putin (e tanto lodate dall'integralismo occidentale).
«Ci portano fuori e ci picchiano -ha raccontato un detenuto- cercano di capire con chi sei in contatto, chi sono i tuoi amici e il loro orientamento sessuale. I telefoni li tengono sempre accesi, chiunque chiami o messaggi può essere un nuovo bersaglio». Un'altra vittima ha raccontato di come la polizia cecena avrebbe usato la rubrica telefonica di un uomo per "adescare" altre persone, nel tentativo di arrestarle.
la Novaja Gazeta aggiunge retroscena ancor più terribili: le autorità cecene si sarebbero messe in contattato le famiglie dei detenuti e le avrebbero invitate a commettere un "delitto d'onore" per riacquistare rispettabilità sociale.
Pochi giorni fa il portavoce di Ramzan Kadyrov smentì la notizia sostenendo che:«Non puoi arrestare o reprimere persone che non esistono nella Repubblica. Se ci fossero persone così in Cecenia, le forze dell'ordine non dovrebbero fare nulla perché i loro parenti li manderebbero via in luoghi da cui non si può fare ritorno».

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