LGBT in divisa a Lecce contro l'omofobia



«Basta al pregiudizio che genera violenza contro le persone lgbt -afferma la presidente di Polis Aperta, Simonetta Moro- frutto dello stesso odio che ormai sta provocando terrore, lacerazione e morte contro persone comuni in ogni parte del mondo: pensiamo ai gay torturati in Cecenia, ma anche alla popolazione in Siria, al nostro collega ucciso a Parigi, membro dell’associazione francese di polizia lgbt: domani potremmo essere noi o i nostri cari al posto loro».
Con questa premessa Polis Aperta, associazione LGBTIQ appartenenti a Forze di Polizia e Forze Armate, sarà impegnata dal 27 al 30 aprile in iniziative e incontri a Lecce e provincia per promuovere una cultura di pacifica convivenza delle differenze, non solo contro i crimini d’odio ai danni delle persone lgbt, ma anche per contrastare in generale i crimini contro l’umanità, alla luce degli eventi tragici delle ultime settimane. L’attenzione sarà quindi puntata sull'emergenza in Cecenia, dove è in corso una persecuzione di massa dei cittadini omosessuali, rinchiusi illegalmente in centri di prigionia, torturati e uccisi; è urgente raccogliere fondi per il piano di evacuazione dei superstiti.
Sul sito www.polisaperta.it è consultabile il programma degli eventi, tutti organizzati col supporto dell’associazione locale LeA-Liberamente e Apertamente, che culmineranno nella conferenza “Forze di Polizia oltre il genere: il cambiamento che porta alla tutela delle persone lgbtqi e al contrasto dei crimini d’odio” organizzata in collaborazione con l’Oscad (l'Osservatorio Contro gli Atti Discriminatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri) che ha patrocinato l’evento insieme alla Provincia e al Comune di Lecce, ai Comuni di Martano e Lizzanello e al Sindacato UIL. Tra gli ospiti della conferenza ci saranno la teologa Selene Zorzi, l’attivista Alessandro Comeni e il dott. Gabriele Prato esperto in diversity menagment, oltre alle figure istituzionali politiche e delle forze dell’ordine.
L’appuntamento è domenica 30 aprile alle 9,30 all’Ex Conservatorio di Sant’Anna a Lecce e sarà anche l’occasione per ricordare il collega della Polizia francese ucciso a Parigi nel corso dell’attacco terroristico del 20 aprile, Xavier Jugele, di 37 anni, che lascia il marito ed era membro di Flag Policiers at Gendarmes LGBT con cui Polis Aperta è affiliata: «È un dramma che ci tocca da vicino -afferma Moro- è molto facile identificarci con Xavier e anche pensare che potremmo essere vittime di persecuzioni come in Cecenia, ma questi fatti ci fanno soprattutto capire che ognuno di noi potrebbe anche essere vittima insieme ai propri cari di bombe chimiche come in Siria. Non c’è più distinzione tra gli esseri umani di tutto il mondo, siamo tutti potenziali vittime e insieme, uniti nelle differenze, dobbiamo opporci all’odio che sta dilagando».
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