L'ipocrisia di chi non vuol vedere



Annarosa Rossetto è un'adinolfiniana di ferro, nonché portavoce delle Sentinelle in piedi e del comitato di Gandolfini di Imperia. ha affiancato Toni Brandi in alcuni convegni di proporzione dell'omofobia e su Twitter è nota per il suo passare intere giornate a scrivere messaggi contro la dignità e la vita delle persone lgbt. Ed è proprio attraverso i social network che la donna ha commentato la notizia della creazione di campi di concentramento per gay in Cecenia affermando:

Ma perché fanno scandalo le persecuzioni verso gli omosessuali nell'Islamica Cecenia e non in altri Paesi ad iniziare dall'Arabia Saudita?

Dal messaggio non emerge come non ci sia stata alcuna parola di condanna verso quanto sta accadendo in Cecenia, ma pare evidente che l'obiettivo primario sia quello di sostenere che le vittime dell'omofobia debbano essere sfruttate per giustificare un attacco a quegli islamici che la sua amica Silvana De Mari vorrebbe massacrare con l'ascia di san Giuseppe. Non solo, la referente dell'integralismo cattolico precisa anche come il suo secondo obiettivo sia una strenua difesa del cattolico Putin, tant'è che la troviamo pronta a sostenere: «Se si parla della Cecenia è perché non si può farlo della Russia, che è il vero obiettivo».
Una tesi che non pare isolata, dato che c'è da temere che quella sia la teoria scelta dal pensiero unico dell'integralismo cattolico che numerosi haters si stanno impegnando a sostenere sui social network, affermando che non c'è alcuna necessità di occuparsi dei gay ceceni che rischiano la vita perché loro preferirebbero occuparsi dell'Arabia e di tutti quegli islamici che vorrebbero massacrare in base alla loro religione. Sarebbe come sostenere che la polizia italiana non dovrebbe occuparsi di chi è reso schiavo nel nostro Paese dato che in Cina la situazione è peggiore.
Per non insultare l'intelligenza dei lettori, non faremmo neppure finta di credere alla teoria che vedrebbe in Putin un ex-agente del KGB impaurito dinnanzi a due uomini che si amano, ma passeremo solo ad osservare come prendano sempre più forma le ipotesi che vedrebbero nella scelta dell'omofobia quello strumento che permette a Mosca di poter ottenere un incondizionato supporto sia da parte dell'integralismo cristiano che da quello dell'integralismo islamico.

Ma un altro aspetto non dev'essere ignorato. Dato che la signora Annarosa va a braccetto con quel Brandi che è parte dell'organizzazione omofoba guidata da Brian Brown e considerato come il portavoce della sua organizzazione risulti un dipendente di quell'Ignacio Arsuaga che collabora con Brian Brown, forse dovrebbe renderci conto che lei stessa è parte di quell'organizzazione internazionale che racchiude e promuove l'opera del C-Fam.
Fondata nel 1997 dalla Human Life International (un gruppo travolto da scandali di corruzione che aveva fatto scandalo per le dichiarazioni antisemite pronunciate dal suo fondatore, Paul Marx), il C-Fam è una sorta di paravento per quell'organizzazione. Ripulita dagli scandali, collabora attivamente anche la Santa Sede (che ha lo status di statualità presso le Nazioni Unite) e l'Arcidiocesi di New York.
Parte di una lobby di organizzazioni religiose di estrema destra che includono anche il Congresso Mondiale delle Famiglie, il World Family Policy Council (finanziato dalla Brigham Young University), il Family Watch International (guidato dall'ultraconservatore mormone Sharon Slater), il Concerned Women for America, il National Organization for Marriage (l'organizzazione di Brian Brown) e il Narth (l'Associazione nazionale per la ricerca e la Terapia dell'Omosessualità), il consorzio ha stretto una ferma alleanza con Iran, Arabia Saudita, Russia, Pakistan e alcune nazioni africane al fine di promuovere presso l'Onu un programma radicale sulla "famiglia" che favorisca quella che loro chiamano la "famiglia naturale". Ne dovremmo dunque dedurre che le persecuzioni che la signora Annarosa sta sfruttando per distogliere l'attenzione dalla Cecenia altro non siano che situazioni che la signora Arrarosa ha indirettamente contribuito a creare. Magari lei non si renderà contro che sono le sue conferenze e le sue giustificazioni alla discriminazione a contribuire a situazioni in cui l'odio si tramuta in omicidio, ma l'ignoranza non è certo una scusante sufficiente per rendersi complice di discriminazioni che si vorrebbero sfruttare per creare altre  discriminazioni.
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