Secondo Today, l'Italia rischierebbe un'epidemia di epatite A per colpa «delle orge al gay pride»



Pare ormai prassi che i gay vengano trattati come animali dalla stampa italiana, privi di qualunque dignità e presentati come bestie che si accoppiano senza alcuna protezione. Ormai le Iene hanno sdoganato il concetto che si possa andare in giuro a dire che i gay partecipino ad orge sessuali da mattina a sera perché incapaci di quel vero amore che è presente solo tra le cerchie di chi organizzava "cene eleganti" che meritavano di essere celebrate per la loro abbondanza di gnocca... non come quei gay che sono immorali e incapaci di avvicinarsi alla santità che raggiunge la sua massima espressione nel cattolicissimo Mario Adinolfi, in tutto il suo disprezzo verso qualunque diversità e nella sua ostentazione delle eiaculazioni che gli hanno permesso di ingravidare almeno due mogli e di produrre altrettante figlie da esibire sui palchi dei suoi convegni di auto-promozione quali oggetti di propaganda che lui ha già deciso dovranno essere penetrate vaginalmente da peni maschili quale "obbligo morale" da lui prestabilito. Se così non fosse, già annuncia che ricorrerà a quelle torture psicologiche che ama promuovere durante i suoi comizi politi nella più totale noncuranza di come la scienza le abbia screditate e ne segnali la pericolosità mortale.

Ma per un integralista che quantomeno guadagna del denaro dalla sua propaganda d'odio, c'è pure una stampa che pare incapace di usare un linguaggio rispettoso verso i gay quale sintomo di una evidente omofobia interiorizzata. Ed è così che su Today troviamo un articolo vergognosamente intitolato "Epidemia di epatite A in Italia: sotto accusa le orge al gay Pride".
Il riferimento è ad un documento dell'ISS in cui si suggeriva la vaccinazione e si affermava che «la partecipazione di circa mezzo milione di persone all'Europride di Amsterdam il 29 luglio-6 agosto 2016 potrebbe aver giocato un ruolo nell'amplificazione di micro-epidemie esistenti nella comunità omosessuale di alcuni Paesi europei (Regno Unito, Olanda e Germania) e la conseguente diffusione dei ceppi negli altri Paesi, inclusa l'Italia».
Dunque nessun riferimento a fantomatiche «orge», ma ad aggiungere pruriginosi scenari che potessero colpevolizzare i gay, demonizzare le loro manifestazioni e presentare i pride come incivili orge pubbliche ci ha pensato il giornale. Così, giusto per assicurarsi qualche condivisione in più sui social. Immancabile è anche l'immagine di apertura che affianca l'immagine di un virus a quella di un gruppo di gay, quasi a voler contribuire ad accrescere lo stigma sociale.
L'impressione che qualcuno non abbia gradito il titolo appare evidente nel costatare come il titolo originale sia poi stato modificato con un più pacato "Epidemia di epatite A in Italia: Europride ha 'amplificato' la diffusione del virus". Se resta il tentativo di spacciare come una certezza assoluta una ipotesi, quantomeno viene eliminata un po' di stigma. Peccato che fosse stato il primo titolo a conquistate la vetta degli articoli più letti del giorno, probabile indice del perché si cerchi di fare sensazionalismo sulla pelle delle persone.
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