Silvana De Mari, armata con un'ascia, invita ad usare la forza contro gli infedeli



Dopo aver seguito Gianfranco Amato nei suoi comizi omofobi e dopo aver sparso odio attraverso il partito di Mario Adinolfi, la signora Silvana De Mari è tornata a dare spettacolo in una conferenza pubblica organizzato dal circolo forzanovista Christus Rex di Verona.
La De Mari ha esordito sostenendo che Dio abbia scelto un falegname come padre non biologico di suo figlio perché «i falegnami dell'epoca disponevano di asce». Ed è a qual punto che ha iniziato a brandire un'ascia come se l'aggirarsi armata tra il pubblico fosse la cosa più normale di questo mondo.
Non meno preoccupanti sono le sue parole: «Devo spiegare ai bambini come nel Medioevo gli attrezzi agricoli fossero anche armi. Tra tutte le armi a lama, l'ascia è la più potente. Ha il filo più piccolo e dà un colpo più potente di una spada». E se pare poco chiaro perché mai la signora reputi di dover insegnare ai bambini come ammazzare qualcuno, il proseguo del discorso è a dir poco imbarazzante: «Come san Michele arcangelo e come san Giorgio, san Giuseppe è uno dei santi armati. Era un falegname che significava che portava sempre con sé l'ascia. La Madonna e Gesù bambino vengono affidati ad un uomo che è fisicamente in grado di difendersi, perché il compito dell'uomo è la sua forza. Il compito dell'uomo è il testosterone. Sono quelli che nelle fiabe vanno a salvare le principesse ma ora le nostre fiabe sono state vietate in Francia perché troppo sessiste».
E da lì parte la solita litania sul fatto che lei esige che al sesso siano riservati suoli specifici dove la donna venga indicata come un involucro vuoto utile solo quando c'è da ingravidarla: «Perché i maschi sono più coraggiosi di noi? perché la nostra vita è più preziosa della loro. Se noi siamo incinte e facciamo un doppio salto mortale con lo skateboard, non facciamo una gran fine noi e il nostro bambino». Immancabile è anche il suo sostenere che suo marito abbia il compito di ammazzare gli islamici qualora qualcuno osi aver da ridire sui mille commenti d'odio che lei ha riservato alle religioni altrui e che: «l'uomo dev'essere armato, perché quando un popolo è disarmato ha rinunciato a combattere per la giustizia. Se l'uomo armato di trova davanti un miliziano di Musul che sta bruciando vivo un bambino cristiano, può intervenire». Pare sottinteso che il bambino possa essere bruciato vivo se non è cristiano, dato che è evidente come la donna sostenga la necessità di una guerra di religione in cui si cerchi di imporsi sugli altri come ai tempi delle crociate. Non a caso, aggiunge: «Non ci può essere dialogo, gli orchi si fermano militarmente o militarmente si spingono gli orchi a non essere orchi così si salva anche la loro anima».

Si passa così a sostenere che Maria e Giuseppe abbiano cromosomi XX e XY, anche se il fatto pare ininfluente in virtù di come lui non sia il padre biologico di Gesù. Ed infatti la De Mari la butta ancora una volta sugli stereotipi, sostenendo che «gli uomini non hanno capacità empatiche dato che l'uomo ammazza il coniglietto per cucinarlo» e che la donna (utile solo ad essere ingravidata) abbia un cervello emotivo «perché altrimenti non reggeremmo la presenza di un bambino dalla mattina alla sera». Il tutto per concludere: «Fino all'epoca attuale, una donna non poteva sopravvivere senza un uomo. Con questo delirio dell'uguaglianza hanno preso le donne a fare i pompieri. In California e in Canada le donne possono fare il pompiere. Quindi per evitare di discriminare hanno abbassato lo standard minimo per fare il pompiere. Prima dovevi sollevare 70 chili, ora basta che ne sollevi 40. Io peso 70 chili, se mi trovo in un incendio in Canada, crepo».
In realtà andrebbe considerata la variabile della tecnologia, per cui è cambiata nel tempo anche la forza necessaria per compiere determinati lavori. Anche perché se fosse questione di peso delle persone, come spiega la De Mari tutte quelle infermiere che riescono a sollevare pazienti che pesano anche 80 o 90 chili pur senza essere uomini?
La signora passa poi a sostenere che «la Madonna è una guerriera che comanda la battaglia contro il male. Non ha armi ma san Gabriele arcangelo che lo spadone ce l'ha. Perché il nostro compito da donne è di essere donne, non abbiamo bisogno di fare nulla». Ed ancora: «Giuseppe è un guerriero che ogni giorno fa la guerra al proprio testosterone, al proprio istinto sessuale. Ha la gioia di poter vedere la magnificenza di questo bambino che lo tratta da padre. E gli insegna a usare l'ascia. Gli insegna la forza. Gli insegna la capacità di essere uomo. Accetta il sacrificio ed è per questo che diventa mago. Sempre nel vangelo di san Matteo, arrivano i magi che portano tre robe, che sono oro, incenso e mirra. La mirra serve per i cadaveri e la Madonna sa già che Gesù cristo verrà ucciso. Lei lo sa già, Giuseppe no». «Quando Gesù va sulla croce, Giuseppe dev'essere già morto altrimenti prenderebbe la sua ascia».
Riguardo all'oro, la De Mari afferma: «Esiste una buona ricchezza e Gesù non era povero. Non ha mai vissuto nella miseria, mai. Giuseppe era un'ottimo falegname e ha garantito alla sua famiglia il necessario. Gesù nasce in una stalla non perché non avesse denaro ma perché erano pieni». «Giuseppe è un guerriero che non combatte mai perché nessuno ha mai toccato Maria o il bambino, ma che è armato per poter combattere. Noi dobbiamo essere miti ma essere in grado di combattere. Noi dobbiamo porgere l'altra guancia se gli offesi siamo noi e crediamo che con la nostra morte possiamo convertire l'altro, ma quando l'offeso è Dio, Gesù ha preso a scudisciate gli altri. Questo particolare potremmo anche ricordarcelo quando le Femen entrano nelle nostre chiese a profanarle».

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