Umbria, l'assemblea ha approvato la legge regionale contro l'omotransofobia



Con 15 voti a favore, 5 contrari e un astenuto, l'assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato la legge regionale contro l'omotransofobia.
Si tratta di una norma che è in discussione dal 2007 e che ha visto numerosi rinvii dettati da un evidente ostruzionismo da parte di troppi politi che paiono quasi spaventati all'idea di dichiarare a voce alta che l'odio non è un'opinione.
Rispetto alla versione precedente, la legge approvata in aula ha subito dei miglioramenti che ne rafforzano l’azione, come nel caso della possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei processi per omofobia e transfobia. Importanti sono stati anche gli emendamenti sui richiami costituzionali, che sostituiscono l’ormai tristemente famoso emendamento "salva omofobi" del consigliere Smacchi.

«Siamo soddisfatti per questa definitiva approvazione –commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos– l’impegno della nostra associazione, che dal 2007 segue e supporta l’iter di questa legge, non è stato vano e siamo felici di aver contribuito a rendere questa Regione un posto più civile per tutte e tutti i suoi cittadini. Ringraziamo la presidente Catiuscia Marini per essersi spesa in prima persona a sostegno di questo provvedimento e chiediamo alla Giunta che la legge inizi subito l’iter di attuazione. Un appello anche al Parlamento perché riprenda subito la discussione di una legge nazionale, che insieme alle norme regionali, completi il quadro di tutela su modello di quanto avviene nel resto d’Europa».
«L’assalto a svuotare la legge è stato fortunatamente fermato e l’orribile emendamento “salva omofobi” superato –dichiara Bucaioni– è chiaro che tutte le leggi regionali si muovono all’interno della Costituzione e non potrebbe essere altrimenti, ma un conto è richiamarne gli articoli come è stato fatto nel testo finale approvato in aula e un altro è interpretarli e fuorviarli con i diktat degli integralisti religiosi, come voleva fare il consigliere Smacchi con il suo maldestro tentativo andato fortunatamente a vuoto. Questa vicenda lascia comunque una certa tristezza – continua Bucaioni – è triste pensare che la strategia messa in atto da alcuni consiglieri della maggioranza fosse solo tesa a mettere in difficoltà la loro stessa parte politica e in realtà non riguardava neanche il merito della legge, ma tornaconti tutti interni agli equilibri della maggioranza. Verso di loro e verso questo modo di far politica va la nostra più profonda indignazione, nella speranza che i cittadini e le cittadine dell’Umbria sappiano ricordarsi di chi una volta eletto si muove solo per il proprio tornaconto, facendo carta straccia del programma elettorale».
«Vogliamo infine ringraziare chi in questa legge ci ha creduto sin dal principio –aggiunge Lorenzo Ermenegildi, segretario di Omphalos– in particolare Maria Pia Serlupini, nel 2007 consigliera comunale a Perugia e promotrice del testo e l’Avvocato Antonio Rotelli, giurista e fondatore di Rete Lenford, avvocatura per i diritti LGBTI, che ha curato l’estensione del testo. Al Partito Democratico, al suo segretario regionale Giacomo Leonelli e agli altri firmatari di questa legge – conclude Ermenegildi – un grazie per aver portato a compimento quello che prima di tutto era un vostro preciso impegno elettorale, ma anche un ammonimento, per aver sottovalutato l’importanza di questa legge e aver permesso che si potesse anche solo insinuare che con la scusa della libertà di pensiero fosse possibile tutelare allo stesso tempo vittime e carnefici dell’omotransfobia. Ribadiamo con forza che l’omofobia e la transfobia non sono opinioni e questa legge certifica che non hanno più cittadinanza nella nostra Regione».
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