Anche Ferrarelle partecipa giornata contro omofobia (e viene attaccata da integralisti che inneggiano al "primato" dell'eterosessualità)



«Liscio o gasato, non importa. Per noi l'amore è sempre effervescente». È questo il messaggi contro l'omofobia lanciato da Ferrarelle sulla sua pagina Facebook in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia.

Ovviamente la pagina è stata presa d'assalto dagli integralisti, sempre in prima linea nella promozione dell'odio e di qualunque forma di discriminazione. Ed è così che qualcuno se ne esce con frasi come: «Giusto non discriminare le persone, ma il termine "omofobia" viene spesso usato dai sostenitori del pensiero unico per offendere e insultare chi la pensa diversamente. La fobia è definita clinicamente come una malattia mentale con sintomi ben precisi - chi sostiene il primato della famiglia naturale non ha paura né odio verso le persone omosessuali». Un ritornello che è stato coniato dai vari Adinolfi e Amato e che ormai è entrato nel lessico di chi giustifica qualunque forma di odio, sostenendo che se il termine non definisce più propriamente gli omofobi come dei deficienti, allora loro devono sentirsi legittimati di sostenere che la loro sessualità o che i due matrimoni del loro leader li renda parte di una nuova razza ariana che possa proporre distinguo simili a quelli introdotti dal nazismo. E lo dicono tranquillamente, parlando apertamente di "primato" sugli altri gruppi basato su teorie in cui si attribuisce alla "natura" una proiezione di sé: se ad Adinolfi piace portarsi a letto delle donne, allora è ovvio che quella sia la natura dato che è ovvio che siano gli altri ad essere sbagliati in virtù di come lui si consideri superiore agli altri per diritto di nascita e per indole violenta.
Tra i commenti c'è anche chi sostiene che «la condizione delle persone omosessuali è l'eccezione sporadica che conferma la regola universale e naturale, su cui l'umanità si regge dalla notte dei tempi» e che quindi sia necessario sostenere che le coppie gay valgono meno di quelle eterosessuali o chi spergiura che, nel nome di Dio, non ci sia alcuna omofobia nel dichiarare che «Le persone omosessuali sono chiamate alla castità» e che sia dovere morale di ogni "cristiano" attivarsi per impedire che possano vivere la propria sessualità secondo natura e non secondo i dogmi discriminatori decisi da chi venderebbe l'utero della madre pur di giustificare i propri pregiudizi.
Pare strizzare l'occhio all'Isis che getta i gay dai tetti dei palazzi chi scrive: «Fortuna che questo delirio gayista sia cosa meramente figlia del decadentismo occidentale. Il resto del mondo è rimasto normale e sacralizzato».
Insomma, di strada ne è stata fatta ma non bisogna abbassare la guardia sui danno creati alla società da chi stupra il nome di Dio e legittima qualunque forma di violenza pur di ambire ad una poltrona che mai avrebbe potuto ottenere con le proprie capacità. E il numero di personaggio che ormai si sente legittima ad ostentare il proprio odio è un dato allarmante che non deve essere sottovalutato.

Clicca qui per guardare il messaggio lanciato da Ferrarelle.
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