Brandi si fa accompagnare dai nazionalisti russi per promuovere centri di indottrinamento ideologico sui minori



In quella contraddizione che caratterizza le lobby integraliste, i gruppi dell'odio organizzato sono pronti a beatificare quella loro scrittrice per bambini che va in televisione a invitare le persone ad armarsi per poter massacrare chiunque osi credere in una dio diverso dal suo o che produce video propagandistici che le vedono impegnata a mostrare fotografie di atti sessuali espliciti come strumento che possa creare odio contro una parte della popolazione.
La loro opinione è che sia auspicabile parlare di penetrazione anali o di malattie sessualmente trasmissibili solo quando lo scopo è alimentare l'odio, non quando si tratta di poter educare i bambini ad un atteggiamento sano e responsabile. In quel caso le pagine integraliste lanciano l'allarme, ripetono slogan ormai privi di senso e sbraitano istericamente che è la famiglia a dover spiegare ai bambini l'educazione sessuale (quasi come se davvero credessero che un adolescente chiederebbe consiglio ai genitori al posto di affidarsi al fai-da-te o ai consigli di un qualche coetaneo privo di una qualunque conoscenza specifica dei temi).
In fondo, come ben spiega Adinolfi, probabilmente a loro non gliene frega nulla della salute psicofisica dei bambini: a loro interessa solo poterli indottrinare al fanatismo religioso in modo da poterli poi impiegare in un una guerra di religione contro l'Islam. Serve che i bambini siano indottrinati alla paura di Dio e che sia inculcando in loro il terrore di possibili punizioni divine dinnanzi a qualunque forma di dissenso possa osare contrastare con il pensiero unico deciso a tavolino dai leader integralisti. Servono soldati da sacrificare per la gloria e il potere della lobby, non certo persone capaci di formulare un libero pensiero!

Per ottenere tale obiettivo, non è così assurdo pensare che l'integralismo abbia cercato di reclutare le persone meno istruite e più facilmente manipolabili, educandole giorno dopo giirno alla disobbedienza civile attraverso la paura di una scuola che che educherebbe «all'ideologia gender» o attraverso il tentativo di fomentare isteria contro i vaccini. Si indica un imprecisato "loro" da temere e combattere al fianco di sedicenti "generali" che dicono di essere stati nominati dalla Madonna in persona, in quel costante abuso della credenza religisa che possa rendere non disertabili gli ordini da loro impartiti (chi tradisce me è come se tradisse Dio, dicono).
Vien da sé che una persona disposta a mettere a repentaglio la vita dei propri figli pur di compiacere gli ordini dei suoi padroni è il candidato ideale per una milizia in cui l'imbonitire di turno potrà essere certo di poterli spingere a fare tutto ciò che vuole. È esattamente il sistema di reclutamento usato anche dall'Isis per trovare fanatici disposti a farsi saltare in aria a vantaggio della convenienza politica ed economica di un qualche leader (il quale, ovviamente, si guarda bene dal mettere a repentaglio la propria vita).

Ma un seguace di Adinolfi sarebbe disposto a farsi saltare in aria? Probabilmente no, dato che ad ingolosurlo è più che altri la legittimizzazione ad ogni forma di odio nell’ottica di un profitto personale (ricordarte quando Toni Brandi prometteva di potrsi intascare i soldi delle vittime di persecuzione?). Ma se l'indottrinamento fosse impartito sin dalla più tenera età, magari si otterrebbe un fanatico pronto a tutto per la causa. E magari basterebbe pure promettergli in cambio un qualche ipotetico premio nell'altra vita, sincerandosi che nesuno si faccia domande quando promesse troppo tangibili non vengono mantenute.
Il bambino va quindi isolato ed indottrinato. Deve essere tenuto lontano da qualunque opinione possa mettere in dubbio ciò che viene inculcato nella sua mente. Praticamente ciò che già avviene in quelle "scuole parentali" promosse da Mario Adinolfi o da quel Filippo Savarese che lavora per Ignacio Arsuaga. Scuole isolate dalla società e prive di qualunque garanzia ministeriale, scuole in cui traviamo Gianfranco Amato che insegna ai ragazzi o che registra video propagandistici in cui invita dei minori ad essere pronti a morire per difendere ciò in cui credono... oppure, più verosimilmente, ciò che gli è stato detto debbano credere dato che è stato negato loro ogni possibilità di poter confrontarsi con chi non la pensasse secondo i dogmi del pensiero unico integralista.

Fantapolitica? Può darsi, ma in ballo deve esserci comunque qualcosa di molto grosse se per promuovere quella formazione isolata dalla società si scomodano anche i pezzi grossi dell'integralismo internazionale. Il 19 marzo a Roma l'organizzazione integralista Provita Onlus ha infatti ospitato un convegno che ha visto l'intervento del nazionalista russo Alexey Komov (dipendente dell'oligarca russo Konstantin Malofeev che ha finanziato l'invasione dell'Ucraina) o Luca Volontè (un personaggio legato all'Ucd di Casini che da tempo coordina l'omofobia internazionale pur risultando abbastanza schivo nel metterci la faccia).
L'organo di propaganda dell'organizzazione spiega anche come la finalità dell'incontro fosse quello di tramutare l'isteria anti-gay in un pretesto per la promozione di una formazione priva di qualunque controllo sulla legalità e legittimità delle nazioni. Con i soliti toni da propaganda nazista, Provita afferma:

In un tempo in cui lo Stato sempre di più vuole intervenire non tanto nella formazione, quanto piuttosto nell’indottrinamento ideologico dei giovani attraverso la scuola, è più che mai necessario riscoprire il diritto sacrosanto dei genitori e delle famiglie di essere i primi veri educatori dei figli, da crescere sulla base dei valori e dei principi in cui credono. Un diritto, peraltro, che in Italia è costituzionalmente garantito (cf. art. 30 Cost.). L’imposizione dell’ideologia gender è solo la punta dell’iceberg di un sistema statale che mira a plagiare le menti delle nuove generazioni con i dogmi del politicamente corretto promossi dalla grande finanza e dalle varie lobby, come quella LGBT, che lavorano per un nuovo ordine mondiale.

In realtà l'articolo 30 della Costituzione non legittima esattamente quelle rivendicazioni, asserendo semplicemente che: «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti». Il fatto che si parli di «doveri» nega che il genitore abbia il diritto di poter disporre dei propri figli con finalità che possano danneggiarli, facendo dunque vacillare le teorie di personaggi che pare vogliano tramutare le garanzie costituzionali in un cavillo a danno del minore (ma a beneficio della loro convenienza).
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