Così Regione Lombardia assume senza concorso i profughi leghisti provenienti dai barconi dei media padani



Prima veniamo noi. È questo lo slogan, più o meno rimodulato a seconda della convenienza del momento, che accompagna l'unica rivendicazione della Lega Nord. Ed è anche quanto è stato messo in pratica nell'imporre alla comunità il pagamento di uno stipendio pubblico ai leghisti colpiti dalla chiusura della rete dei media "padani" voluta da Umberto Bossi.
Nei giorni scorsi Radio Padania Libera ha definitivamente spento le sue sue frequenze dopo una lunga agonia, trasformandosi in una web-radio. Prima di lei aveva già chiuso i battenti Tele Padania, poi il quotidiano di partito La Padania (ovviamente finanziato con soldi pubblici) che è stato sostituito dal sito salviniano "Il Populista".
Al momento della loro chiusura, nella radio "padana" lavoravano quattro giornalisti e tre registi. Tre giornalisti e tre tecnici erano l'eredità dell'emittente televisiva, mentre una ventina di dipendenti tra giornalisti e tipografi era quanto avanzava dal loro giornale. Eppure, come segnala La Stampa, Matteo Salvini e Roberto Maroni sono riusciti nella difficile impresa di farli assumere da Regione Lombardia tramite chiamata diretta, dunque senza passare da alcun concorso pubblico e senza confrontarsi con chi potesse avere maggiori diritti o capacità per ricoprire quel ruolo pubblico. Un atteggiamento tipico di un Matteo Salvini che già fece assumere in Regione, sempre mediante chiamata diretta, l'ex compagna e che assicurò un uno stipendio pubblico anche all'ex-moglie, anche lei assunta per chiamata diretta al Comune di Milano.
Questa volta sono tanti i nomi di leghisti che hanno beneficiato di queste assunzioni pubbliche: Roberto Fiorentini, ex direttore di Tele Padania, è oggi il direttore di Lombardia Notizie, l’agenzia stampa della giunta. Alla medesima agenzia è approdato anche Paolo Guido Bassi, attuale presidente Municipio 4 di Milano. Massimiliano Ferrari, tra i direttori del Tg Nord, è stato chiamato a fare il consulente per la comunicazione del presidente della Regio Insubrica. Ilaria Tettamanti, ex giornalista di Tele Padania, è stata invece impiegata dal gruppo consiliare della Lega in Regione.
Ed ancora, Fabrizio Carcano è stato inviato a Roma come portavoce del segretario della Lega Lombarda. Igor Iezzi (segretario della Lega di Milano ed ex dipendente de La Padania) ha ora un posto nello staff dell’assessore allo sport Antonio Rossi. Stessa sorte è toccata al suo collega Stefano Bolognini, oggi dipendente dell'assessora Simona Bordonali.
Quindi, ricapitolando, gli etero vengono prima dei gay, i settentrionali vengono prima dei meridionali e i leghisti vengono prima di chi li deve pagare con i propri sudati risparmi. Più che un partito che si vanta di essere "populista", l'impressione è di essere dinnanzi alla corte di re Salvini e consiglier Maroni...
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