I primi 100 giorni di Trump fra paranoie, gaffe, lotte intestine e impopolarità



Ormai sono passati i primi 100 giorni della presidenza Trump (senza una guerra atomica per fortuna) e possiamo esprimerci sul suo operato. In primo luogo va sottolineato che il suo grado di popolarità si attesta al 42% tra gli americani (il dato più basso dei primi 100 giorni da quando viene rilevato). La situazione con gli esteri è incerta (dal Nord Corea alla Siria) e Trump nonostante un tale momento difficile continua a fare gaffe su gaffe. Nel fronte interno è un disastro, dopo il suo fallito tentativo di abolire l'Obamacure si respira aria di guerra, tra dissidi e correnti interni il partito Repubblicano sembra spaccato e incerto sul suo operato (tranne che sull'ambiente e sulle specie protette, li vanno d'amore e d'accordo nel distruggere ogni cosa). Trump continua anche una guerra malsana con la stampa e i media ma facendolo si avvale di fake news che gli si ritorcono contro. Ha dimostrato anche tutta la sua paranoia nel addossare a Obama l'accusa di spionaggio nei suoi confronti per distogliere l'attenzione dal Russiagate che sta scuotendo il paese. Infine in questi giorni ha annunciato il più grande taglio fiscale di sempre in contemporanea con un aumento delle spese militari (mi chiedo che servizi essenziali e che sovvenzioni statali andrà a tagliare danneggiando la middle class per coprire questa folle manovra). Inutile dire che per le persone LGBT fin ora non ha fatto nulla (ne danni ne aiuti, nulla). Vedremo come le cose andranno a dipanarsi nei prossimi due anni.

Marco S.
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