Il mondo che sogno, migranti e rifugiati contro omofobia e transfobia



Alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, l'associazione interculturale lgbt "Il Grande Colibrì" ha pubblicato un video in cui 15 persone provenienti da tredici diversi paesi del mondo, ma ora residenti in Italia, raccontano il pregiudizio, e in molti casi la persecuzione, che colpisce le minoranze sessuali nel proprio paese d'origine.
Il video, realizzato sotto la supervisione del regista pachistano Wajahat Abbas Kazmi, è stato interamente ideato e realizzato da persone immigrate, rifugiate o di "seconda generazione” di ogni orientamento sessuale, ma unite nella lotta alle discriminazioni.

«In tutto il mondo sono presenti minoranze sessuali, esposte continuamente a violenza in molti luoghi pubblici, come le strade, e anche all'interno degli spazi privati. Molte persone omosessuali, lesbiche o transessuali sono sottoposte a vessazioni, molestie fisiche, violenze sessuali. In molti paesi non ci sono leggi a proteggerle, anzi sono arrestate e torturate -dichiara Amani Zreba, la volontaria libica che per prima ha avuto l’idea del video- Per questo nella Giornata internazionale contro l'omofobia abbiamo deciso di far sentire la nostra voce al mondo, un mondo che sogniamo senza omofobia e transfobia».
«Anche se in Italia ho trovato più libertà e più diritti, l'omotransfobia rimane ancora fortemente radicata nella nostra vita di tutti i giorni -spiega Lyas, vicepresidente algerino dell’associazione- La mia partecipazione a quest'iniziativa fa appello anche alle comunità migranti in Italia perché, collaborando insieme, si possano abbattere i pregiudizi e le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale».
«»Nel mio paese molte persone non sanno neppure che il 17 maggio è la giornata contro l’omofobia: ho realizzato questo video anche per aumentare la consapevolezza dei miei connazionali e invitarli a manifestare la volontà di finirla con l’odio verso le persone LGBT», dice il regista Wajahat Abbas Kazmi, che sta realizzando anche il documentario “Allah loves equality” sulle minoranze sessuali in Pakistan.

Il video contiene anche la testimonianza di un bambino di seconda generazione, figlio di due mamme lesbiche, che ci ricorda come anche in Italia ci sia ancora molto da fare per sconfiggere i pregiudizi. E infine si conclude con tutti i testimoni che auspicano, ognuno nella propria lingua madre «un mondo senza omofobia e senza transfobia».
«Crediamo che la lotta alla discriminazione e all'odio debba unirci tutti e non essere strumentalizzata per stigmatizzare alcune comunità e giustificare nuove forme di pregiudizio» è il messaggio che accompagna il video da parte dell'associazione Il Grande Colibrì.

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