L'adonolfiniano che giustifica l'attentatore di Machester: «Cosa ci si può aspettare dal concerto di una ragazza che si (s)veste da coniglietta super sexy?»



Davide Sarti è uno tra i più feroci seguaci di Mario Adinolfi. Appare come un uomo ossessionato dal suo odio contro i gay e dalla sua convinzione che la sua attività sessuale debba conferirgli il diritto di autoproclamarsi superiore agli altri. Ovviamente ama sostenere che la Madonna abbia incaricato gli aonolfiniani di cercare gloria e soldi attraverso una devastazione del tessuto sociale basato sulla promozione di un'ideologia che mira a sostenere che alcune famiglie debbano valere più delle altre, soprattutto quando il matrimonio è celebrato con più donne in un tempio del gioco d'azzardo.
In linea con la propaganda omofoba, spergiura che l'omofobia sia «una balla» perché i suoi amici di partito sostengono che l'Italia sia il paese più gay-Friendly al mondo. Facendo suoi gli insulti della stampa integralista, spera di poter denigrare il prossimo sostenendo che «la follia lgbtqixyz» vieterà la festa della mamma «imponendo la soppressione di questa festa omofoba».
Insomma, pare che sia uno di quelli che ha imparato bene la lezione di Adinolfi sulla necessità di inventarsi false accuse e di violentare il prossimo attribuendogli parole mai pronunciate pur di creare un'isteria che possa spingere i fanatici ad atti estremi. Si dice «in guerra» contro chi osa chiedere pari dignità dinnanzi alla sua strenua convinzione di dover essere reputato superiore agli altri per diritto di nascita e annuncia una guerriglia urbana che possa impedire una sana educazione a quei bambini che Adinolfi vorrebbe fossero prodotti in serie in modo da creare giovani soldati da immolare sull'altare di quella che lui auspica possa essere una guerra armata contro chi osa credere in un altro Dio.
Per farla breve, basta scorrere la sua pagina Facebook per osservare che non pare interessato ad altro argomento che non sia il suo sterminato odio contro i gay, sfiorando il ridicolo quando si cimenta nel sostenere che lui abbia organizzato «l'invio di infiltrati» ai convegni in cui si parla di diritti gay. Una frase che pare sottolineare come questa gente sembri giocare alla guerra nella più totale noncuranza di come ci siano delle vite umane che rischiano di essere stroncate dalla loro promozione dell'odio.

Di certo non pare un gioco il fatto che qualcuno sia stato ucciso nell'attentato avvenuto durante il concerto di Atiana Grande, motivo per cui fa un certo orrore osservare come lui paia giustificare l'attentatore in una strenua colpevolizzazioen di quei giovani che osano ascoltare testi che a lui non piace. Attraverso Facebook, scrive:

Cosa ci si può aspettare dal concerto di una ragazza che si (s)veste da coniglietta super sexy canta. "Non ho bisogno di permesso / Ho preso la mia decisione di testare i miei limiti / Pelle a pelle, non fermarti, ragazzo / Qualcosa di te mi fa sentire una donna pericolosa / Qualcosa di te mi fa voler fare cose che non dovrei fare / Sono una che prende sono una che da, è solo naturale / Vivo nel pericolo / Tutte le ragazze vogliono essere così / Cattive ragazze in fondo"... (Arianna Grande - Dangerous Woman).

Evidentemente lui ritiene che se qualcuno canta qualcosa a lui sgradito, quello che ci si può attendere è che qualcuno si faccia esplodere per cercare di massacrare quanti più infedeli possibili. Il fatto che si voglia giustificare l'attentatore per colpevolizzare le vittime è un atto che si commenta da sé.

Da segnalare è anche coma la "traduzione" pubblicata dall'integralista si basi sull'omissione di vari passaggi, in quella evidente consuetudini che li porta a piegare la realtà alla propria ideologia in una strenua speranza di poter sfruttare a proprio vantaggio dei cadaveri ancora caldi. e questo senza voler negare che il testo è ininfluente dato che il sostenere che un pensiero o un vestito possano risultare la giustificazione di un attentato significa rendersene complice.
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