Le Sentinelle in piedi manifesteranno a favore dell'illegalità



Le Sentinelle in piedi manifesteranno a favore dell'illegalità, santificando chiunque non applichi le leggi nel nome del suo personalissimo pregiudizio. A darne notizia è l'organizzazione politica di estrema destra "Provita onlus" che dal proprio sito afferma:

Le Sentinelle in Piedi ci comunicano un’altra veglia da aggiungere a quelle che vi abbiamo già segnalato in questi giorni: il 13 maggio a Stezzano (BG), alle ore 17, in piazza Libertà. Il Sindaco di quella città, Elena Poma, è stata oggetto dei soliti attacchi della Gaystapo per essersi rifiutata di celebrare le unioni civili. Con le Sentinelle in Piedi, le esprimiamo la nostra solidarietà.

Ecco che la legge non conta più nulla e che si arriva ad offrire piena solidarietà a chi la viola. Magari la prossima volta un sindaco potrà rifiutarsi di far sposare due persone di colore o rifiuterà i documenti ad un cristiano nel nome del suo credo religioso... Legittimata l'idea che chiunque debba poter giocare a fare il dittatore nella più totale noncuranza delle regole, le possibilità di abusi sarebbero infinite.

Non meno farneticante è il comunicato dell'organizzazione omofoba, la quale dichiara a mezzo stampa:

Il 13 maggio 2017 veglieremo a Stezzano (BG) per difendere il diritto all’obiezione di coscienza, cioè alla nostra libertà di dire no a leggi ingiuste. A Stezzano il Sindaco ha deciso di non sottostare all’ingiustizia della legge Cirinnà che impone di celebrare le unioni civili omosessuali. Ha deciso di esercitare l’obiezione di coscienza, di non diventare parte dell’ingranaggio del potere dominante. Il Sindaco, a causa di questa scelta coraggiosa, è stata oggetto di vili attacchi da parte di coloro che parlano di libertà e di diritti, ma poi si adoperano in tutti i modi per sopprimere il primo diritto di cui ogni uomo dovrebbe godere: quello di rispondere, prima di tutto, alla propria coscienza.

Ovviamente ci sarebbe da domandarsi chi decida cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Ad esempio se noi dovessimo pensare che non sia giusto che una Sentinella in piedi possa vivere, avremmo il diritto di poterla aggredire nella più totale impunità? E magari dovremmo anche accettare manifestazione a sostegno dell'Isis da parte di chi dice che il gettare i gay dai palazzi sia una lecita manifestazione di un diritto di opinione che vale più dei diritti umani e delle leggi?

Una vera e propria truffa culturale è il loro negare che l'obiezione di coscienza (laddove esista) si basi su regole stabilite dalla legge e non certo sulla volontà del singolo. In un'ottica che pare inneggiare a fantomatiche "obiezioni coscienza" non previste dalla legge quale giustificazione ad ogni forma di illegalità, dicono:

Mai come in questo momento l’obiezione di coscienza è sotto attacco, e mai come in questo momento occorre alzarsi in piedi, con la nostra testimonianza di piazza per difendere quello che abbiamo di più caro: la nostra libertà di pensiero e di coscienza. L’attacco all’obiezione di coscienza e alla libertà di espressione sono due facce della stessa medaglia, per questo non possiamo restare inermi davanti a quanto sta accadendo. Veglieremo a Stezzano per sostenere la scelta del Sindaco di non celebrare le unioni civili omosessuali, auspicando che la testimonianza di questo Sindaco possa essere di insegnamento per altri amministratori. Di fronte a questa deriva, di fronte a questo attacco all’obiezione di coscienza, alla libertà d’espressione, alla giustizia e alla verità, noi non vogliamo e non possiamo rimanere indifferenti.

Peccato che anche un mafioso potrebbe dire che lui sta obiettando alle regole civili o che un assassino potrebbe invocare la sua "obiezione di coscienza" dinnanzi alla vita. Se le legge viene a mancare e se ognuno può rifiutarsi di adempiere ai suoi ruoli, dove andremmo a finire?
Perché l'evidenza è che il sindaco avrebbe tranquillamente potuto dimettersi se davvero avesse ritenuto che la legge ledeva la sua coscienza, ma qui siamo dinnanzi a chi vuole ledere i diritti altrui senza manco rinunziare a chiedere alle sue vittime di pagargli uno stipendio per un servizio che non sta svolgendo.

È questo il mondo che le Sentinelle in piedi vogliono lasciare ai loro figli? Un mondo in cui il più violento può sopraffare chiunque voglia nella più totale impunità?
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