Monsignor Negri denigra le giovani vittime di Manchester: «La vostra vita è stata una vita sprecata»



Monsignor Negri, arcivescovo uscente di Ferrara, è noto alle cronache per le sue continue e violente invettive che p solito lanciare contro i i gay. Eppure pare che la sua promozione del disprezzo non si limiti a loro, includendo anche immigrati, stranieri e persino le giovanissime vittime della strage di Manchester. Dalle pagine del sito integralista "La Nuova Bussola Quotidiana", il prete ciellino scrive:

Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un "ottimo" funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti -purtroppo anche quelle religiose- in piedi, silenziose.

Si tratta di un discorso rivolto alle vittime di Manchester, da lui prontamente condannate sulla base di un pregiudizio che pare nutrire contro l'intera umanità:

Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle "ragioni adeguate per vivere", come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti [...] Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l'importanza di avere il maggior numero di beni di consumo. Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale - una volta si diceva così - e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c'è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s'è acquattata lì durante il vostro concerto. E l'ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito.

Sperando di poter sfruttare i loro corpi ancora caldi per inneggiare ad un violento genocidio degli islamici, l'uomo aggiunge:

Io spero che almeno qualcuno di questi guru - culturali, politici e religiosi - in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che 'non è una guerra di religione', che la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione. Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto.

Immancabile è poi l'uso della preghiera come arma di offesa, in un altezzoso sostenere che lui, l'ariano, celebrerà una messa «per tutti voi» in modo che «incontriate il volto carissimo della Madonna che, stringendovi nel suo abbraccio, vi consolerà di questa vita sprecata, non per colpa vostra ma per colpa dei vostri adulti».

Pare dunque evidente che il momento di rispettoso rispetto invocato nelle sue sia stato palesemente infranto proprio dalle sue odiose e violente invettive. E fa sorridere anche come l'uomo possa anche solo lontanamente sostenere che esista una guerra di religione quando lui è il primo a bestemmiare il nome di Dio per incitare alla guerriglia contro i diritti umani del prossimo, spacciando la sua strana concezione di dio come la legittimazione ad ogni più bieca forma di violenza e di pregiudizio.
La Comunità islamica di Bologna ha condannato «le atrocità commesse per mano di questi terroristi» pur ritenendo di dover precisare che «forse qualcuno dovrebbe dire al vescovo di Ferrara che la stragrande maggioranza delle vittime del terrorismo oggi sono musulmani, e quindi ci chiediamo, di quale guerra tra religioni parla?».
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