Uno psicologo calabrese: «Si diventa omosessuale per la preesistenza di un malessere psichico. È una bugia che i gay si suicidino perché sfottuti»



Antonio Mallamo è un tale che si è laureato in farmacia a Messina nel 1977 e che dal 1978 gestisce una farmacia a Lamezia Terme. Nel 1998 ha superato l'esame di stato come psicologo anche se, come lui stesso afferma, non si sarebbe mai dedicato al lavoro clinico ma solo a qualche attività di divulgazione. Risulta iscritto all'albo degli psicologi della Calabria con la tessera numero 1499.
Il motivo per cui ce ne occupiamo sono alcuno gravi messaggi che l'uomo ha pubblicato su Facebook, apparentemente in palese violazione del codice deontologico. Oltre a sostenere che l'omofobia non sia un problema serio in virtù di come lui consideri l'economia molto più importante della vita degli adolescenti gay, l'uomo sventola il suo titolo accademico per affermare anche: «Si diventa omosessuale per la preesistenza di un malessere psichico». Ed ancora: «Lo psicologo che dice al cliente omosessuale che ci sta male e vorrebbe uscirne di accettare lo status commette una violenza manipolativa».
Parlando dell'omosessualità come di una patologia curabile, Mallamo sostiene pure che «Alla base dell'omosessualità ci sono dolori esistenziali e psichici profondi e non si acquisisce un malessere perché si è omosessuali discriminati». «Il disagio profondo che porta al suicidio ha origine antiche nella storia di un individuo e si colloca già nella prima infanzia ed è a causa di quel disagio che si può divenire gay. Lo stesso disagio può sfociare in suicidio. Dire che ci suicida perché vieni sfottuto come gay è una menzogna grande come un grattacielo».
Affermazioni gravi e pericolose se un qualche genitore dovesse sfruttarle come scusa per praticare violenze psicologiche sui propri figli, il tutto basandosi su una legittimazione di teorie basate sul pregiudizio. Gli adonolfiniano potranno anche dire che tutti gli psicologi del mondo sono dei deficienti e che la ragione sta solo in quai quattro gatti che sposano la loro ideologia, ma quando in ballo c'è il rischio di spingere al suicidio le vittime della loro fantomatica "terapia" basata sull'inculcare sensi di colpa per la propria natura, un ordine medico non può tollerare questa situazione.

Dinnanzi alle numerose segnalazioni di cittadini indignati, nel 2014 l'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna radiò dall'albo quel Tiziano Tubertini che frequentava assiduamente le pagine di Adinolfi mentre sosteneva che lui avrebbe potuto curare i gay. E per quanti volessero difendere glia adolescenti lgbt calabri da chi vende pregiudizi contro di loro in presunta violazione di ogni etica professionale, va ricordato che eventuali segnalazioni possono essere inviate direttamente all'indirizzo email dell'Ordine della Calabria.

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