Augurò la morte alla senatrice Cirinnà, don Livio sospeso dall'ordine dei giornalisti per sei mesi



Era il febbraio del 2016 quando don Livio Fanzaga augurò la morte alla senatrice Monica Cirinnà dai microfoni di Radio Maria. Ora, ad oltre un anno di distanza dai fatti, l'Ordine dei giornalisti della Regione Lombardia ha deciso la sua sospensione dall'elenco pubblicisti per la durata di sei mesi. Il tutto con un'azione che appare decisamente tardiva e limitata nelle sue conseguenze.
La delibera rigetta tutta la memoria difensiva del sacerdote, notando come «le spiegazioni fomite dal Fanzaga sono prive di qualsiasi fondamento, poiché le frasi pronunciate nel corso della trasmissione radiofonica riguardavano senza dubbio la senatrice Cirinnà, colpevole - ad avviso del sacerdote - di avere espresso opinioni morali e politiche diverse da quelle da lui professate».
La commissione disciplinare ha così osservato che «le frasi pronunciate dal Fanzaga oltrepassano il diritto di critica e costituiscono grave offesa alla persona ed al ruolo rivestito dalla Cirinnà, che pure il Fanzaga dichiara, ma solo formalmente di voler rispettare». Osservano anche che «non può negarsi che le frasi pronunciate dal Fanzaga nella trasmissione radiofonica della emittente di cui è direttore costituiscano un grave attacco alla persona della Cirinnà, che viene definita come una prostituta, ed alla quale si augura, seppure in un futuro non troppo vicino, la morte. Dunque la critica espressa dal Fanzaga supera ampiamente i limiti della continenza espressiva e della pertinenza consentiti dalle norme di deontologia professionale».
Ma è a quel punto che il meccanismo si incappa in un ostantata genuflessione dell'Ordine dinnanzi alla curia. Se qualcuno dice che tutti gli uomini divrebbero essere eguali dinnanzi alla legge, la delibera pare voler sottolineare che i sacerdoti sono più eguali degli altri: l'Ordine si affretta infatti a precisare che «non spettano a questo Collegio, ovviamente le valutazioni riguardanti la posizione morale del religioso Fanzaga».
Insomma, come prete Fanzaga ha pieno diritto di seminare odio, incentivare la discriminazione e seminare morte, solo come professionista si merita una piccola sgridata quando viola ogni regola morale e deontologica per denigrare ed offendere chi osa avere idee diverse dalle sue.
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