Continuano le faide e le liti interne al partitino di Adinolfi: sempre più proseliti lamentano la censura del loro pensiero ed una gestione totalitaristica



Mario Adinolfi ha raccattato i suoi proseliti vendendo loro la legittimazione dell'odio, un odio verso chiunque abbia una religione, orientamento sessuale o una nazionalità diversa dalla propria. Ma si sa che l'odio non è mai limitato a singoli settori e che ci sarà sempre chi riterrà che a dover essere attaccato e condannato sia chiunque osi avere un'opinione diversa dalla propria. Ed è così che pare inevitabile assistere ad un crescente numero di faide interne al movimento adinolfiniano, con accuse e ripicche che non risparmiano neppure i fedelissimi dell'integralista.
L'ultima realtà ad affidare ai social network il proprio malcontento è la pagina "Community La Croce", vera roccaforte della propaganda omofoba compiuta nel nome di Adinolfi. In un messaggio troviamo scritto:

Visto che - a quanto pare - non sono degno di fare alcun riferimento a logo, nome e titolo de "La Croce" quotidiano, provvedo subito. Questa pagina fb è nata con l'uscita del quotidiano "La Croce" in edicola.
Nacque con il nome di #selfielacroce. Voleva contribuire nel nostro piccolo a promuovere e sostenere un coraggioso quotidiano. Poi è diventata quella che è oggi: un luogo virtuale che aveva l'ambizione di parlare a tutti coloro che si battono per i cosiddetti "valori non negoziabili", da qualsiasi parte lo facessero. Il nostro faro restava "La Croce" quotidiano. Abbiamo fatto da qui tante battaglie. Ora pare che tutto sia azzerato. Non c'è memoria. Soprattutto tra coloro che seguono il Popolo della Famiglia. Mi hanno accusato di essere psicolabile, un traditore, di essere un venduto, di essere uno dei tanti pazzi da tastiera che sfruttano per proprio tornaconto il brand de La Croce di Mario Adinolfi (su cui tra l'altro scrivo da sempre). Il peccato? Avere osato scrivere -dati alla mano- che i toni trionfalistici dei risultati elettorali del PdF andavano notevolmente ridimensionati (altro che 3%...).
Ho scritto la verità (la matematica non è una opinione). Perché l'ho fatto? Per demolire il PdF? No. Per amore di verità e perché credo che il PdF abbia un grosso problema, sia interno che esterno. Ma queste sono opinioni personali, ovviamente criticabili. Tutto mi si può dire sul piano personale tranne che non sia onesto intellettualmente. Evidentemente a troppi da fastidio e troppi reagiscono insultando. Ecco perché ho deciso di cambiare immagini del profilo e della cover facebook.

Insomma, ancora una volta si scelgono termini forti ed offensivi contro chiunque osi mettere il dubbio il verbo proferito da duce Adinolfi, leader maximo a cui spetta il diritto di poter dire qualunque cosa gli passi per la mente senza che lo si possa contestare. Se lui sostiene che un pessimo risultato elettorale debba essere ritenuto un successo, ogni dissenso deve essere soffocato dato che altrimenti c'è il rischio che i suoi proseliti possano accorgersi dell'inganno. E ciò non deve capitare in un partito che si basa su enormi truffe culturali che vengono vendute come realtà rivelate proprio grazie alla loro ossessiva ripetizione.
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