Facebook ha punito chi protestò con la Giunti per il materiale distribuito dalla loro "scrittrice per bambini"



La Giunti Editore non è certo l'ultima arrivata e c'è chi potrebbe cadere nell'errore di ritenere che il materiale proposto da quella casa editrice possa essere affidato con tranquillità nelle mani dei propri figli. Ma quando una loro "scrittrice per bambini" si dimostra vicina a gruppi neofascisti e riempie la rete di filmati in cui invita all'uso delle armi, a sopportare e tacere dinnanzi alla violenza sulle donne o a non tollerare qualunque minoranza, il timore è che qualcosa non torni. Se poi quella donna dice pure che quella sua ideologia venga raccontata nei suoi volumi, è lecito domandarsi se quel materiale non rischia di rappresentare una minaccia per i nostri bambini.
Nel concreto accade anche un'altra cosa molto pericolosa ed evidente: se un fan di Harry Potter cercherà informazioni sull'autrice del suo libro preferito, troverà una Rowling impegnata nel promuovere tolleranza, amore e positività. Ma un bambino dovesse avesse la sfortuna di entrare in contatto con un volume firmato dalla signora Silvana De Mari, su Internet incapperò in proclami di promozione omofoba, xenofoba, misogina e razzista. Basterà digitare il nome per trovare convegni in cui la donna invita le donne a starsene zitte se loro marito le picchia (meglio mal accompagnate che sole, sostiene) o mostrerà immagini esplicite di atti sessuali per sentenziare che tutti i gay debbano essere ritenuti dei malati di mente (mentendo sull'evidenza di come si potrebbe trovare id peggio se si guardassero i contenuti di un film per adulti eterosessuale).
Quei piccoli lettori che hanno parlato alla Rowling della loro sessualità sono stati rassicurati da chi ha detto loro che Howards è un luogo sicuro per gli studenti lgbt, quelli della De Mari la troveranno sulle pagine del suo sito materiale volto sa sostenere che la loro sessualità sia «una patologia curabile»
Quale genitore gradirebbe sapere che la Giunti Editore abbia mandato suo figlio su quelle pagine? Perché sarà anche pur vero che l'editore ha dichiarato che non le rinnoverà il contratto, ma è altrettanto vero che non ha ritirato i volumi attualmente in commercio e non ha sporto alcuna denuncia penale in difesa dei suoi piccoli lettori.

Ed è qui che entra in gioco Facebook, dato che su quello stesso social network che ha creato il personaggio della De Mari e che ha tollerato la promozione all'odio della donna è lo stesso che ora censura e punisce chi ha osato denunciarei fatti. La piattaforma ha provveduto a rimuovere alcuni messaggi in cui si chiedeva conto all'editore delle inaccettabili immagini in cui si poteva incappare dinnanzi a quella che loro promuovono come una "scrittrice per bambini". Materiale forte, forse, ma necessario per mostrare come gli eccessi siano stati tanti e tali da poter persino far pensare che li si potesse far ricadere nel reato penale di corruzione di minore in virtù di come quel materiale sia alla mercé di bambini che potrebbero essere alla ricerca di informazioni su un qualche elfo o altri personaggi dei suoi libri.
Morale della favola, Facebook ha inflitto sospensione di 24 ore a chi ha osato inviare alla Giunti le prove del perché fosse necessario un intervento che impedisse ai loro lettori di poter essere da loro spornati a finire su materiale così vergognoso e violento.
Evidentemente dinnanzi ad una minaccia si deve restare zitti, si deve tacere mentre c'è chi mette a repentaglio i nostri figli nel nome di ideologie che si sperava fossero morte insieme al nazifascismo. E chi non tace viene punito.
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