Gianfranco Amato alla TBN: «In un'umanità malata sono stato chiamato a mostrare la medicina. Il politically correct è un inganno di Satana»



«Le persone sono in pericolo» e «Satana vorrebbe che noi non toccassimo mai questo argomenti». È con queste parole che il predicatore Chuck Hall ha introdotto l'intervista a Gianfranco Amato trasmessa dalla TBN, l'emittente evangelica incentrata sulla promozione di santoni e guaritori. Il tutto non prima di aver detto al suo pubblico che dovevano ritenere il suo ospite «un avvocato pienamente al servizio del Signore e della sua chiesa» e che lui si dice certo che «le cose che lui avrà da condividere con noi potrebbero cambiare la nostra vita se ci lasciamo guidare dallo Spirito santo».
Amato non ha mancato di cogliere la palla al balzo per affermare che la sua opera (fatta di convegni di omofobi, promozione di fantomatiche "terapie riparateve" dell'omosessualità e veglie di preghiera contro i gay) debba essere intesa proprio come un'azione effettuata «sotto l'ispirazione dello Spirito Santo». E quella non è certo un'affermazione da poco dato lo ha portato a porsi dinnanzi al pubblico televisivo dicendo loro che qualunque contestazione al suo pensiero dovessero essere inteso come una contestazione contro Dio.

Fomentando isterie e citando la Bibbia come se non ci fosse un domani, il suo monologo ha avuto inizio con il sostenere che «viviamo un tempo terribile» simile al «tempo di Noé, quando banchettavano tranquillamente e non si accorgevano di quello che stava per succedere». Ha anche sostento che «dinnanzi al pericolo» lui sente la responsabilità «di far aprire gli occhi» perché «la gente non si accorge del pericolo». Il tutto per arrivare sentenziare che «viviamo in un tempo che ricorda il monito di Isaia quando disse: guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene».
Pare dunque evidente come Amato si sia posto nella posizione di sostiene di detenere la verità divina sul bene e sul male. Ed è sempre facendo leva sul presunto sentimento religioso degli ascoltatori che si è messo a raccontare che «in Inghilterra ho vissuto quella cosa terribile che è la persecuzione religiosa. In nome di questo concetto chiamato "omofobia" ho partecipato alla difesa di alcuni predicatori che nel 2013 sono stati arrestati». Racconta poi che «nel gennaio del 2014 stavo andando da casa mia a prendere il treno per andare ad una manifestazione della Manif pour tous, l'associazione contro il progetto di legge sull'omofobia che avrebbe impedito anche trasmissioni come questa se fosse stato approvato, e mentre camminavo ho avuto un'esperienza spirituale molto forte. Io ho visto tutto quello che sarebbe successo dopo e tutto quello che io avrei dovuto fare. È stata una chiamata nettissima. L'unica cosa che riuscì a dire è un sì totalizzante, oltre il limite dell'incoscienza. Lì ho capito quel è il segreto della fede: affidarsi al 100%. Se uno si affida al 99,9% è un santo, ma non basta perché quello 0,1% ti frega. Se ti affidi oltre l'incoscienza, vedi accadere grazie e miracoli ed entri in una dimensione che non è più materiale. Io sono entrato in una dimensione che non è più umana ed ho capito quello che San Paolo disse: non sono più io che vivo in Cristo ma è Cristo che vive in me. Io sono morto l'11 gennaio del 2014».
In considerazione di come Amato apparisse vivo e in buona salute durante la trasmissione, evidentemente si deve pensare che sia alche risorto (stupidi noi a ritenere che quello che risorgeva il terzo giorno fosse un altro). Ma è perseverando su quella linea che l'uomo ha aggiunto che «io vivo in una condizione per cui le leggi soprannaturali superano le leggi naturali» e che «io ho la quotidianità con il miracolo». Indicando poi il mondo come «un'umanità malata», dice che lui è stato mandato «a mostrare la medicina».
In un messaggio rivolto direttamente ai telespettatori, dice loro che saranno «chiamati a risponderne nell'aldilà» e che Dio li punirà se «dinnanzi al tuo fratello malato, al posto di dargli la medicina, gli dici che lo rispetti e che non lo giudici. Ma come non giudici? Uno malato con una ferita che può procurargli la cancrena, tu gli dici che non giudichi?».
Pare superfluo ricordare che quello che invitava a «non giudicare per non essere giudicati» era Gesù Ma in fondo chi diavolo è Gesù dinnanzi alla magnificenza di quel Gianfranco Amato che si dice mandato da Dio ad annunciare che la famiglia si basa solo sulla penetrazione vaginale, che l'amore non conta e che serve urgentemente una sharia cattolica che possa imporre i suoi presunti dogmi religiosi all'intera popolazione.

Conclusa l'atipica introduzione (forse studiata a tavolino per far presa sul pubblico di un'emittente come quella) si parte con il solito copione dei suoi comizi. Amato accusa il parlamento di voler decidere come si debba nascere o come si debba vivere, negando l'evidenza di come in realtà sia proprio lui a vole imporre i suoi schemi mentali come dogmi di fede. Il fatto che Amato abbia deciso di sposare una donna non significa che gli altri non debbano poter sposare un uomo, eppure lui vorrebbe che quel distinguo fosse imposto per legge. Allo stesso modo il fatto che lui abbia eiaculato nella vagina di sua moglie non significa certo un bambino nato dalla procreazione eterologa debba essere privato dalle medesime tutele riservate a sua figlia solo perché lui non avrebbe voluto potesse nascere (in quella feroce forma di ritorsione in cui si colpisce il più debole perché non si è riuscisti a colpire con sufficiente violenza i suoi genitori).
Lui ambirà anche all'immobilismo sociale, ma ciò non cambia la realtà di come alcuni bambini nascano e continueranno a nascere contro il suo volere o di come qualcuno ami persone che lui non vorrebbe fossero amate. Il suo pretendere che ogni decisione contraria al suo volere debba essere impedita per legge è la vera violenza, anche se appare abbastanza evidente che si sia dinnanzi a promesse elettorali con cui lui cerca il voto degli intolleranti. Non a caso il suo copione prevede un passaggio che lo vede dichiarare che «Se uno ha una prospettiva di fede, come fa a non avere l'esigenza di voler portare [in Parlamento] la luce della fede?». Il tutto, guarda-caso, proponendosi in prima persone come il politico che potrà occuparsi di farlo attraverso norme che limitino la libertà altrui e che vietino qualsiasi forma di diversità.

Non mancano passaggi tragicomici, come quello in cui Amato sostiene che Camilleri promuova l'incesto. E questo al solo fine di poter sentenziare: «E noi dobbiamo stare zitti perché non dobbiamo giudicare? No. Noi abbiamo l'obbligo di giudicare». La sua teoria è che «Dio ci ha dato la responsabilità di salvare l'uomo» dinnanzi a quella che lui definisce come «una rivoluzione antropologica satanica e demoniaca». Ed ovviamente la sua ricetta è il sostenere che sia necessario imporre leggi che impediscano ogni libertà di scelta in modo che sia vietato pensarla o agire diversamente da come lui vorrebbe.
A lasciare sconcertati è anche il continuo ricorso a riferimenti a Satana con cui l'integralista ha tempestato i suoi proclami, in un evidente abuso della credibilità religiosa come strumento per creare paura. Si dice certo persino che Satana sia il responsabile del politically correct, ossia quell'atteggiamento di rispetto che lui proprio non tollera.

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