Il giudice riconosce l'adozione a due mamme, ma poi aggiunge una clausola che trasuda omofbia



Quando Adinolfi ha ingravidato le sue due mogli, un qualche giudice ha forse citofonato alla sua porta per dirigi che poteva tenersi le figlie solo dietro promessa di far frequentare loro anche persone non integraliste? E allora non si capisce con quale diritto dei giudici possano emettere una sentenza in cui si precisa che la madre non biologica «dovrà consentirle di relazionarsi con persone non omosessuali».
A mostrare chiaramente come tale indicazione non paia avere alcuna ragione di essere è quanto dichiato nella sentenza, dove si cita la decisione della Cassazione che nel maggio del 2016 ha esteso l’istituto dell’«adozione in casi particolari» in modo da «dare un riconoscimento giuridico a situazioni di fatto caratterizzate da positivi e significativi legami affettivi» e si osserva come «l’adozione costituisce il riconoscimento giuridico di un rapporto di filiazione sorto già anni addietro».
Per farla semplice , la donna era già la madre della piccola e già si occupava della sua educazione. Dunque perché mai si è deciso di inserire una frase che pare volta solo a dare libero sfogo ai pregiudizi? In che modo la donna avrebbe potuto vietare alla figlia di vedere persone eterosessuali? Se la tenesse reclusa in casa, saremmo già dinnanzi ad un sequestro di persona e non servirebbe quella clausola. E se non avesse accettato di assumersi selle responsabilità verso la piccola, sarebbe stata libera di fare tutto ciò che voleva perché il giudice non gli aveva ordinato discriminanti sulle frequentazioni?
Eppure in quelle poche parole pare rivivere tutto il pregiudizio di chi sostiene che si possa "diventare" gay se non si frequentano persone eterosessuali (cosa peraltro curiosa, dato che la quasi totalità dei gay ha genitori eterosessuali) o di chi spergiura che sicuramente due lesbiche non possano essere delle brave mamme perché in famiglia manca un pene che penetra una vagina (e sappiamo bene come i seguaci di Adinolfi amino sostenere che la famiglia non debba fondarsi sull'amore ma solo sull'atto sessuale in sé). Ma per comprendere perché una frase simile sia inaccettabile basterebbe osservare quante persone avrebbero storto il naso dinnanzi ad un giudice che avesse deciso di obbligare due genitori eterosessuali etero a far frequentare persone gay ai loro figli.
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