Il vescovo cattolico i Springfield ordina il divieto alla comunione e ai funerali per i gay sposati. Ai loro figli dovrà essere negato il battesimo



È Corrispondenza Romana a farsi portavoce in Italia della politica omofoba imposta promossa da Thomas Paprocki, il vescovo cattolico di Springfield, in Illinois. L'uomo ha ordinato ai suoi preti di negare la comunione e i funerali a tutti quei gay che oseranno sposarsi contro il suo volere, sostenendo pure che ai loro figli debba essere negato il battesimo.
La posizione integralista pare aver mandato in visibilio Corrispondenza Romana, da sempre in prima fila nel promuovere odio contro i gay e nel sostenere che la famiglia debba essere "difesa" attraverso l'introduzione di codifiche e distinguo che la la rinneghino quale formazione naturale per sostituirla con un concetto ideologico basata elusivamente sull'esaltazione dei pruriti sessuale manifestati da qualche leader religioso. In altre parole, dato che il direttore di Corrispondenza Romana ama affermare pubblicamente che sono le donne a provocare le sue erezioni, dice anche che debba essere ritenuto ovvio che sia Dio a volerlo dato che lui si reputa l'emblema della massima perfezione sui cui basare condanne morali e sociali contro chiunque non sia fatto a sua immagine e somiglianza.

L'organo di estrema destra, afferma così:

Niente Comunione e niente funerali religiosi agli omosessuali “sposati”, che non abbiano preventivamente espresso il proprio pentimento. A dirlo a chiare lettere, è stato mons. Thomas Paprocki, Vescovo di Springfield, nell’Illinois, da sempre un punto di riferimento sicuro per pro-life e pro-family con la sua costante e ferma difesa dell’ortodossia e della morale cattolica. È stato lui a firmare lo scorso 12 giugno un proprio decreto sulle “nozze” gay con questioni pastorali correlate.

Se non ci stancheremo mai di comandarci su quali basi si possa sostenere che l'odio omofobico possa essere etichettato come "pro-life" o "pro-family" mentre si promuovono discriminazioni, violenze e persino fantomatiche terapie "riparateve" che rischiano di provocare la morte negli adolescenti gay, la presa di posizione dell'organo propagandistico diretto De Mattei ci mostra come l'abuso della credenza religiosa sia uno strumento utile a poter sfruttare alcune figure religione per promuovere l'introduzione di un nuovo fascismo basato sulla sistematica e ingiustificata discriminazione di interi gruppi sociali.

Sostenendo che il vero scopo del cristianesimo sia quello di occuparsi della pagliuzza nell'occhio del fratello senza curarsi della trave che è nel proprio, Paprocki ha inviato disposizioni di inaudita violenza che vietano la comunione ai gay sposati in virtù di come lui li reputi «in peccato grave manifesto». Ha ordinato che ai gay sia vietato di poter esser padrini a battesimi e cresime, che possano dare seguito alla loro fede con il sacerdozio o che possano ricoprire il suolo di ministri straordinari dell'eucarestia. Per tali ruoli bisognerà presentarsi dinnanzi al vescovo e annunciare pubblicamente la propria incrollabile fede nella vagina come unico strumento lecito per dare libero sfogo al piacere e alla lussuria. Anche i puttanieri saranno ben accettati, l'importante è che non si viva una storia di sincero e profondo amore verso una persona che risulta sgradita alle autorità ecclesiastiche.
Ma non solo. Il vescovo ha impartito altri ordini in cui chiede ai suoi sacerdoti di perseguitare i gay sposati per «chiamarli alla conversione», così come afferma che bisognerà negare loro l'eucarestia anche in punto di morte a meno «esprimano pentimento per i propri peccati». Qualora non rinnegassero la loro natura, l'uomo ordina che «debbano essere privati dei riti funebri ecclesiastici».
Riguardo ai figli di genitori gay, il vescovo esige che il battesimo sia negato qualora non vi sia una «speranza ben fondata che vengano educati alla fede cattolica». Una fede che, nella sua accezione, è da intendersi come un sinonimo di ostentata omofobia e una incrollabile passione per un paio di tette. Anche la prima comunione e la cresima doveranno essere negati se il bambino non sia stato «formato e disposto in modo adeguato» a ritenere che l'omofobia sia l'unico vero senso del cristianesimo, con un Gesù che ingenuamente non ha mai parlato di omosessualità anche se è nel suo nome che l'integralismo di estrema destra vorrebbe una demonizzazione di interi gruppi sociali.
Paprocki esige anche che ai figli dei gay dovrà essere negata la possibilità di potersi iscrivere a scuole o istituti religiosi qualora non li si costringa a dichiarare pubblicamente che l'amore dei loro genitori debba essere ritenuto un errore e un gravissimo peccato.
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