La Germania dice sì al matrimonio egualitario. Arcigay: «L'Italia resta col cerino in mano»



«Un'ottima notizia, che lascia il nostro Parlamento col cerino in mano». Così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta la notizia dell'approvazione da parte del Parlamento tedesco della legge che istituisce il matrimonio egualitario. «Tutto il dibattito sulle unioni civili in Italia è stato caratterizzato dal mito del cosiddetto "modello tedesco", cioè delle civil partnership che la Germania introdusse nel 2001. Va detto che il voto finale che ha introdotto le unioni civili in Italia mancò clamorosamente anche quell'obiettivo: il "modello tedesco", infatti, comprendeva anche la stepchild adoption, che l'Italia invece ha perso per strada. Un anno dopo, la Germania mette in soffitta le civil partnership e punta dritto al matrimonio egualitario, con una maggioranza parlamentare ampia e un dibattito di soli 38 minuti. Anche l'Italia, un anno fa, avrebbe potuto puntare dritto al matrimonio egualitario, liberando il nostro Paese da un ritardo che è una pesante zavorra, non solo nella vita delle persone lgbti ma anche nella cultura dell'uguaglianza e dei diritti. Invece quel ritardo e quella disuguaglianza tornano ad essere evidenti e nella mappa dei Paesi in cammino verso il pieno riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, l'Italia continua a essere tra i Paesi in coda. Il nostro Parlamento allora deve farsi carico di questa responsabilità e mettere in campo una strategia efficace per uscire dal guado della diseguaglianza. L'obiettivo è uno solo, lo ripetiamo da sempre: matrimonio egualitario, per tutte e tutti. Tutto ciò che sta al di sotto, la cronaca ce lo dimostra, non può essere considerato un modello, semmai soltanto una tappa intermedia»
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