Le grandi preoccupazioni della destra milanese: «È un fatto gravissimo che un agente della Polizia avesse una bandierina arcobaleno»



Le tre immagini in apertura sono state rispettivamente scattate al Pride di Londra, Berlino e Milano. Una sola delle tre ha scatenato efferate polemiche di chi sostiene che l'omofobia debba essere ritenuta una libertà di espressione tutelata dalle forze dell'ordine e, inutile a dirsi, è stata quella italiana.
Scegliendo un palcoscenico notoriamente omofobo come Il Giornale, il consigliere comunale Matteo Forte (capogruppo di Milano Popolar) ha tentato di ottenere un po' di visibilità nell'affermare:

È un fatto gravissimo che un agente della Polizia locale in servizio abbia indossato e si sia fatto fotografare con la bandierina arcobaleno. Se l'agente in questione avesse voluto aderire alla manifestazione l'avrebbe potuto fare benissimo chiedendo un permesso e sfilando da privato cittadino. Da che mondo è mondo le forze dell'ordine durante gli eventi pubblici si schierano solo per garantire la sicurezza a tutti, non pro o contro i contenuti e la cause eventualmente promosse in quella occasione. È un precedente gravissimo. Chiederò spiegazioni all'assessore Rozza con un'interrogazione, per capire se non siamo di fronte anche a violazioni regolamentari.

In realtà nel resto del mondo è prassi che gli agenti partecipino ai pride anche con simboli arcobaleno. Accade a Londra, Berlino, New York, Stoccolma e praticamente in ogni democrazia matura, ma evidentemente in Italia vale la regola per cui è tollerabile essere contro i gay ed è giusto che non si leda la sensibilità di quei leghisti che si auguravano lo spargimento di acido sui partecipanti.
E non è certo meno grave il fatto che tale posizione sia stata confezionata per essere data in pasto di lettori di un giornale che hanno apertamente inneggiato ad Erdogn e alla sua violenta repressione del diritto di manifestazione della comunità lgbt. Il tutto con l'evidente tentativo di creare spaccature sociali e giustificare l'atteggiamento di chi ritiene che essere contro l'esistenza altrui sia un lecito "diritto di opinione".

Comunque sia, pare altrettanto evidente che il signor Matteo Forte debba avere davvero poche preoccupazioni se trova il tempo di perdere tempo e soldi dei contribuenti dietro ad un agente che si è attaccato alla cintura una di quelle bandierine che venivano distribuite ai passanti.

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