L'Indonesia istituisce una task force anti-gay della polizia



L'Indonesia ha lanciato un'offensiva contro la comunità gay attraverso la creazione di una speciale task force anti-gay all'interno della polizia morale. L'iniziativa è stata intrapresa dopo la fustigazione pubblica di due gay e l'arresto di 140 uomini che hanno preso parte ad una festa a cui partecipavano solo uomini.
Il capo della polizia della provincia di West Java ha dichiarato che le persone lgbt sarebbero afflitte da una «malattia del corpo e dell'anima» e ha auspicato che «a West Java non ci siano seguaci dello stile di vita gay perché, se qualcuno lo seguirà, affronterà la legge e le severe sanzioni sociali. Poi non saranno più accettate nella società».
L'associazione lgbt indonesiana Arus Pelangi ha rifetito all'agenzia stampa Reuters che la polizia ha reso pubblici i nomi di tutte le persone arrestate negli ultimi con l'accusa di esser gay, mettendoli seriamente in pericolo di vita. I 126 che sono stati liberati rischiano infatti di essere vittima di stigma sociale o di esecuzioni sommarie.
Secondo il Pew Research Center, l'Indonesia è uno dei paesi meno tolleranti del mondo e il 93% degli indonesiani sostiene che le persone gay non dovrebbero essere "accettate". In un sondaggio del 2009, nessuno dei 500 musulmani britannici intervistati credeva che gli atti omosessuali potessero essere moralmente accettabili. Ed ancora, in una ricerca più recente, il 52% della popolazione ha sostenuto che l'omosessualità non dovrebbe essere ritenuta legale.
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