L'ira di Deotto dopo il rifiuto della Basilica di San Vittore per la veglia di preghiera contro «la parata dei froci»



Come già successo a Pavia e a Reggio Emilia, anche a Varese il parroco ha negato l'uso della chiesa che gli estremisti cattolici di estrema destra avevano indicato come luogo della loro veglia di preghiera contro i gay. A darne notizia è il direttore di Riscossa Cristiana, Paolo Deotto, a dir poco infuriato dinnanzi alla decisione e pronto ad alterare il significato delle parole nel raccontare ai suoi proseliti che:

Forse non lo sapevate, ma recitare il S. Rosario è da estremisti. Chissà, forse le vecchiette che ancora resistono in questa pia tradizione nascondono sotto gli abiti scuri una cintura esplosiva o un Kalashnikov. In alcune case si usa recitare la sera il Rosario. Che siano covi di sanguinari seguaci dell’Isis?

In realtà Deotto pare non accorgersi che non sia parlando del recitare un rosario e che non sia proprio normale pregare contro qualcuno. Perché se recitare il rosario è un atto di fede, usarlo come un qualcosa per chiedere a Dio di perdonare Deotto per la sua satanica opera al servizio si Satana a danno dell'umanità non è fede, è un uso politico della religione come strumento di offesa. Ma è sempre proseguendo nella sua falsificazione della realtà che l'integralista incalza:

Del resto, non possiamo dubitare che la recita del Rosario sia una dimostrazione di estremismo, perché lo dice un qualificato rappresentante LGBTUVZ, nientemeno che il presidente dell’ “Arci-gay” di Varese, come leggiamo su Varesereport e si sa che di questi tempi si può dubitare dei Vangeli, dopo che un autorevole membro della neochiesa ci ha ricordato che ai tempi di Gesù non c’erano i registratori, ma non si può mettere in dubbio la parola di un omosessuale, che ha ragione a prescindere.
Per completare il quadretto, peraltro tristemente prevedibile, è arrivato anche il divieto di recitare il S. Rosario sul sagrato della Basilica di S. Vittore a Varese. Insomma, tutto è a posto e se consideriamo in che modo è “a posto”, capiamo ancora meglio la necessità della recita del S. Rosario in riparazione.

Offerta la prova che a muoverlo non sia la fede ma solo il desiderio di insultare la dignità dei gay in virtù di come lui creda che Dio si compiaccia nel vederlo penetrare la vagina di una donna, afferma:

Non stupiamoci di queste reazioni: le abbiamo già viste in altri luoghi in analoghe circostanze e possiamo star sicuri che ne vedremo ancora. Il pensiero unico ci impone di chiedere che cessino le “discriminazioni” contro gli omosessuali, che devono avere “più diritti”. Lo stesso pensiero unico non ci ha mai spiegato in che modo e dove gli omosessuali sarebbero “discriminati” e quali sarebbero questi diritti che spettano loro; i cittadini italiani hanno tutti gli stessi diritti. La neochiesa si è accodata al coro e si è fatta la sua nicchia nella nuova società liquida, anzi ormai gassosa…Non ci interessano le realtà virtuali create da ideologie distruttive. Ci interessano i dati di fatto, ed è un fatto che sabato 17 a Varese ci sarà un “gay-pride”, ovvero una pubblica esaltazione di un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Questo fatto rimane, checché ne dicano assessori, presidenti, laici e clero e compagnia bella. Ed è altrettanto un fatto che di fronte a un’offesa al Sacro Cuore di Gesù, commessa pubblicamente, è necessaria una pubblica riparazione.

Peccato che paia strano si possa sostenere che tutti i cittadini siano uguali per poi sostenere che se qualcuno di loro esiste lo di debba ritenere un peccato. Chissà, messa ai voti, forse vincerebbe la maggioranza di chi ritiene che l'opera da parte di Deotto sia molto più peccaminosa o che forse saranno proprio personaggi come lui ad uccidere un cristianesimo che pare essersi ormai allontanato da Gesù per creare sette e ordini cavallerizzi in cui vige l'aggressione al prossimo in una costante lotta all'amore. A loro non fanno paura i barconi che si rovesciano nel Mediterraneo (tanto quelli sono extracomunitari, mica uomini) ma solo l'idea che un uomo possa amare un altro uomo. Se lo pensano, almeno non dicano che quell'inumana ideologia abbia un qualche legame con il rosario o con Dio...

Tra i commenti dei suoi cristianissimi lettori c'è un tizio che si firma "il camerata" che afferma: «Io mi vanto di essere un cattolico estremista di Destra». Un altro aggiunge: «L’anno scorso a Napoli la parata dei froci è stata sponsorizzata anche dalla Metropolitana, che fra l’altro, funziona ancora una schifezza!».
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