L'orgoglio che vince sull'odio



Non si può che provare profonda ammirazione per tutti quei gay turchi che, nonostante le minacce dei neofasisti e l'intolleranza del loro governo, trovano il coraggio di scendere in strada per rivendicare i propri diritti. Personaggi come Toni Brandi o Mario Adinolfi ci hanno mostrato sino a che livello possa spingersi la ferocia integralista, ma pare persino difficile immaginare cosa possa significare vivere in terre in cui quel'odio è accettato e sponsorizzato dalle istituzioni. Il tutto, peraltro, nel silenzio complice di tutte quelle autorità religiose che tacciono dinnanzi a chi strumentalizza Dio o Allah come una giustificazione a quello schifo. Un silenzio che rischia anche di ammorbare la società stessa, tant'è che persino in Italia troviamo giornali che definiscano «cattolici» tutti quei gruppi neofascisti che brandiscono rosari e crocefissi come se bastassero quello a negare la loro vera natura.
E da un'errato uso dei termini ad una forza di polizia che obbliga i fermati a dover ascoltare brani del Corano, il passo appare breve. Troppo breve.
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