Malesia. Il branco tortura a morte un adolescente 18 anni perché ritenuto «troppo effeminato»



La cronaca di un essessimo omicidio omofobico ci giunge dalla Malesia, dove un adolescente di soli 18 anni è stato massacrato a morte dal branco perché ritenuto «troppo effeminato». Non era la prima volta che l'adolescente è risultato vittima di violenze e insulti dettati dal suo orientamento sessuale, ma quel giorno i suoi carnefici hanno inferito sino ad ucciderlo.
La vittima stava tornando a casa con un amico per le strade di Bukit Gelugor, quando i due sono stati avvicinati da cinque coetanei hanno iniziato ad insultarli con frasi omofobe. Ben resto sono iniziate anche le sevizie. Secondo le autorità, Nhaveen è stato condotto ad in un campo dove ha subito lesioni sulla testa, sui fianchi e persino sul suo ano, probabilmente penetrato con un oggetto contundente. Segni di bruciature ed escoriazioni sono state rivenute sulla sua schiena. Il ragazzo era epilettico e si presume abbia avuto un attacco durante l'aggressione.
Portato all'ospedale, il ragazzo è stato dichiarato morto cerebralmente. Il giorno seguente sarebbe dovuto per per l'università per inseguire il suo sogno di diventare un musicista.
All'amico è andata meglio: anche lui è stato violentemente picchiato ed ha subito gravi lesioni all'occhio destro, ma adesso è in condizioni stabili e non risulta in pericolo di vita.
«Mio figlio è morto, non c'è più. Non lasciate che questo accada ad altri bambini, fermiamo questa cosa», ha dichiarato la madre. Eppure, nonostante tutte le prove e gli atti in cui gli stessi aggressori hanno dichiarato di averlo picchiato perché ritenuto «troppo effeminato», il crimine non è stato catalogato come un reato omofobico dato che la polizia ha preferito sostenere che l'omicidio sarebbe derivato dal suo rifiuto di entrare a far parte di una banda criminale della zona.
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