Milano. Integralisti distribuiscono volantini omofobi volti a sostenere che i gay siano una minaccia sanitaria



«L'omosessualità è una perversione e i comportamenti omosessuali nuocciono gravemente alla salute tua e degli altri». È questo il messaggio a caratteri cubitali che appare su alcuni volantini ciclostilati distribuiti ieri per le strade di Milano dal gruppo d'odio "Ora et labora" di Giorgio Celsi.
L'inaccettabile foglietto elenca una serie di stupidaggini su fantomatiche "ideologie gender" ed altri cavalli di battaglia dell'integralismo cattolico, occupandosi di sostenere che i gay sarebbero una minaccia per quei bambini che loro amano reclutare e spedire dinnanzi agli ospedali a minacciare con un crocefisso chi abortisce. Ma non solo. I miliziani di Celsi si sono scagliati con inumana violenza anche contro i rifugi per adolescenti abbandonati dalle loro famiglie perché gay, evidentemente lamentando come qualcuno offra loro aiuto dopo che loro si sono impegnati così tanto nel promuovere un'omofobia che potesse contribuire alla loro morte. Ed ancora, è estremizzando i discorsi di quella Silvana De Mari di cui loro organuzzano i convegni omofobi che il gruppo fondamentalista si lancia nel sostenere che i gay sarebbero portatori di malattie come l'HIV, la gonorrea e la sifilide. Si dedica grande spazio a diserzioni sulle aree rettali altrui, asserendo poi che sia colpa del Gay Pride di Amsterdam se «i casi di epatite A sono quintuplicati in Italia».
Infierendo pure sulle conseguenze mortali della loro propaganda omofoba, un trafiletto asserisce che i gay sono da discriminate perché «il tasso di suicidi nelle persone omosessuali è quaranta volte superiore a quello degli eterosessuali». Una percentuale che l'integralismo sa bene sia causato dall'omofobia, come testimoniano gli innumerevoli articoli di Alessandro Begnini, Toni Brandi e Riccardo Cascioli in cui si rinnega tale evidenza (spesso citando uno studio svedese che gli autori stessi sottolineano non possa assolutamente condurre a considerazioni simili, ma risulta l'ennesima conferma degli effetti mortali dello stress causato dai continui attacchi integralisti).
Se l'abitudine integralista a strumentalizzare le vittime di discriminazione come pretesto per incoraggiare l'omofobia venne introdotta nel 2015 da padre Cerbone al meeting di Comunione e Liberazione, il dato reale è un po' diverso da come viene da loro raccontata. Gli studi notano che le discriminazioni causano un’aspettativa di vita di 12 anni più breve, con incidenze maggiori nelle comunità in cui i pregiudizi sono più forti. La negazione delle cause e lo sciacallaggio delle conseguenze è un'azione a dir poco vile e priva di etica (semlre ammesso si possa oarlare di etica a quel gruppo che si è recato a Varese per "pregare" contro i gay).
L'organizzazione omofoba di Celsi aggiunge poi che «i comportamenti omosessuali non sono un modo "diverso" di vivere la sessualità ed essere felici. Se fossero una cosa giusta e normale, non ci sarebbero tutte queste malattue, infezioni e morti a meno che non si voglia sostenere che anche la natura è "omofoba". La favola della lobby lgbt, che vorrebbe far passare il mondo gay come un mondo felice e "liberato" dove l'unico problema è la "omofobia" degli altri, alla fine si dimostra solo un imbrogluo criminale e incosciente».
Una tesi assurda e diffamante che l'evoluzione non avrebbe mai preservato l'omosessualità sin dalla notte dei tempi se non fosse utile alla comunità, così come non pare aver molto senso trarre conclusioni a casaccio solo perché si vuol difendere il proprio odio contro il creato.
Tesi simili vennero già diffuse nei giorni scorsi su un sito legato all'organizzazione, anche in quel caso cercando di creare odio e paura attraverso accuse e tesi sanitarie che hanno tutta l'aria di un reato di procurato allarme se non di vero e propgio terrorismo psicologico.

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