Pochi integralisti aderiscono alla manifestazione di Gandolfini davanti al Miur



Pare l'ennessimo autogol la manifestazione indetta da Massimo Gandolfini dinnanzi al Miur, alla quale si è assistito alla partecipazione di un esegui numero di integralisti che protestavano contro una fantomatica "teporia gender" nelle scuole.
In linea con i dettami del totalitarismo integralista, ai presenti erano stati consegnati cartelli prestampati che consentissero di attribuire loro il pensiero che altri avevano deciso, così come'è stato il solito Massimo Gandolfini a farsi portavoce di quello che lui sosteneva fossero le preoccupazioni dei presenti. Da copione è anche la visibilità mediatica che ha visto i soliti media "cattolici" pronti a beatificare e santificare quelle opinabili "argomentazioni" in linea con la loro crociata per la promozione di diseguaglianza sociale e odio contro la popolazione lgbt. Ad esempio è stata Radio Vaticana ad aver offerto ambio spazio alla beatificazione delle richiedeste avanzate dello stagnolo Ignacio Arsuaga (il datore di lavoro del portavoce della Manif pour tous), il quale pretende che l'Italia indottrini i bambini al sessismo attraverso programmi di indottrinamento che mirino a sostenere che la donna non deve avere altre ambizioni se non quella di produrre figli da poter impiegare in una guerra di religione contro le altre culture (in una strenua ricerca della sopraffazione così come giù teorizzò Adolf Hitler).
Negando l'evidenza di come i pregiudizi si formino nel primi anni di vita e rinnegando l'eventualità che non tutta la popolazione italiana si senta rappresentata dal suo profondo odio contro l'uomo, è proprio dalle pagine di Radio Vaticana che Gandolfini dichiarava: «Confermiamo con forza che programmi di sessualizzazione precoce e di identità di genere non appartengo alla cultura e alla tradizione della popolazione italiana. Si deve lottare alla discriminazione verso ogni persona ma non si deve violare l’identità sessuata di ogni essere umano, in particolare nelle fasi in cui si strutta la personalità dei bambini». Una frase che pone numerosi dubbi sulla liceità con cui un giudice gli ha permesso di poter adottare bambini che lui stesso dichiara di voler plasmare alla sua ideologia in un'opera di indottrinamento in cui non ci sia spazio per qualunque opinione osi contrastare con la sua. Non sarà che quei bambini avrebbero potuto avere vite migliori se un giudice li avesse affidati alle cure di una famiglia composta da due uomini o due donne, magari ritrovandosi a non dover temere per la propria incolumità qualora non si sviluppi la sessualità che il loro padre adottivo vorrebbe fosse imposta loro.
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