Sacerdote di Staranzano chiede l'allontanamento di un capo scout unito civilmente



Gli scout cattolici hanno approvato un documento a sostegno delle unioni civili e l'associazione prevede che l'assistente ecclesiastico valga uno nelle votazioni della comunità capi. Pare dunque un sopruso quello di un parroco che sta cercando di cacciare uno dei capi, arrivando persino a spronare i parrocchiani ad una crociata contro di lui.
Tutto è iniziato quando il consigliere comunale Luca Bortolotto si è unito civilmente Marco Di Just, uno dei capi scout del gruppo Agesci di Staranzano (Gorizia).
Non appena appresa la notizia, don Francesco ha «invitato» il giovane a lasciare il suo servizio, sostenendo non ci fossero «più le condizioni per svolgere il ruolo di educatore». Poi il sacerdote ha coinvolto nella sua crociata anche l'arcivescovo di Gorizia e sul bollettino parrocchiale si è lanciato nell'affermare pubblicamente che «nella Chiesa tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l'insegnamento e con l'esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana [...] Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Un messaggio che percorre tutta la Bibbia e che la fede in Cristo rende possibile. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell'amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio».
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