Tra antisemitismo ed omofobia, Maurizio Blondet torna a promuovere odio contro il «prete ebreo», «i negri» e «i finocchi pervertiti»



Il nuovo proclamo di istigazione all'odio firmato da Maurizio Blondet, prontamente diffuso anche sulla rete di siti neofascisti legati a Forza Nuova, appare come una vera e propria propria accozzaglia di insulti gratuiti e diffamatori. È un testo in cui i gay vengono violentemente etichettati come «kulandre», «pervertiti», «finocchi in fazzoletto rosa» e «sadico-anali». Epiteti ostentatamente omofobi che trovano sosta solo nei passaggi in cui Blondet si dedica alla promozione dell'antisemitismo con un suo attacco al «prete ebreo».

L'aggressione dell'integralista parte con una critica ad un'Europa che riconosce i diritti delle minoranze e non permette di reintrodurre quei distinguo di stampo fascista e nazista a lui pare ambire. Scrive:

Riservatamente, fra le condizioni poste al regime di Kiev per “entrare in Europa”, è stato chiesto di far approvare al locale parlamento la legge sul matrimonio dei pervertiti, detto “unioni civili”. Di fronte al primo agghiacciato rifiuto della sbalordita giunta di Kiev – impossibile strappare in parlamento una maggioranza per questo – la risposta è stata: allora l’entrata nell’UE ve la sognate, perché questi sono i nostri valori.

Si passa così alla pubblicazione di fotografie false, adornate da commenti derisori in cui l'integralista si lamenta di come cinquemila poliziotti siano stati mandati a garantire la sicurezza del pride di Kiev dopo che i suoi amici neonazisti avevano minacciato di «far scorrere fiumi di sangue». Una minaccia non era certo infondata dato negli anni non sono mancati gli attacchi violenti capitanati da preti ortodossi e nazionalisti, eppure lui critica che la polizia garantisca l'incolumità di quelle persone che da anni risultano vittime della su promozione all'odio.
Grave è come le didascalie spergiurino che quelle immagini arriverebbero dal pride di Kiev, anche se non ci vuole troppa intelligenza per notare l'evidente discrepanza fra le fotografie che mostrano i manifestanti che sfilano dietro ad un cordone di polizia con quelle che mostrano scene d'oltreoceano dove non c'è alcun dispiegamento di forze dell'ordine. Anzi, in alcuni casi le immagini parrebbero arrivare direttamente da altre manifestazioni come il Folsom Street Fair. Basta anche solo guardare le immagini per . Ma è sguazzando nella menzogna che Blondet scrive:

Questa prima storica sfilata delle kulandre in Ucraina deve essere dunque parte del pacchetto concordato: da cui dipende tutto il resto, i viaggi senza visti, la protezione NATO, il fatto che Bruxelles sul Donbass continui a dar ragione a Kiev e torto a Putin… A vedere le quadrate legioni dei finocchi in fazzoletto rosa e le squadre dei sadico-anali in similcuoio e museruola, così palestrati, tutti uguali, provocatori e sicuri di sé (è vero che han dovuto esser protetti da cinquemila poliziotti, gli ucraini non sono ancora tanto maturi), viene persino da pensare che siano attori a noleggio, che esista una compagnia di giro che si produce in gay pride in giro per l’Europa a pagamento – un po’ come le Femen.

Si possa così a sentenziare tra le righe che i nazionalisti avrebbero dovuto avere pieno diritto di aggredire e picchiare a morte i partecipanti al pride:

La protezione di 5 mila poliziotti mostra naturalmente il carattere totalitario delle operazioni europee: bisogna obbligare con la forza pubblica i popoli alla “libertà sessuale”.

Il lungo proclamo introduce poi un capitolo intitolato "l’Euro-sodomismo in espansione", nel quale si inizia ad etichettare chiunque sulla base dell'orientamento sessuale con le stesse modalità con cui i nazisti etichettavano le persone sulla base della loro "razza". Afferma l'integralista:

Ma la liberazione totalitaria all’Est passa da un successo all’altro. Da qualche giorno la Serbia ha una lesbica militante capo del governo. Una notizia che Repubblica ha salutato così: “Svolta storica in Serbia: per la prima volta, nel Paese balcanico dove le tendenze omofobe sono storicamente forti e a volte violente, una donna dichiaratamente lgbt assume la guida del governo. Il giovane presidente eletto (ed ex premier) europeista e riformatore Aleksandar Vucic ha annunciato di aver scelto Ana Brnabic, dall’estate scorsa ministro della Funzione pubblica, quale suo erede alla guida dell’esecutivo”.E’ chiaro dunque che anche questa nomina è stata pretesa da Bruxelles Berlino, come “segnale” dell’“europeismo riformista” dei presidente Vučić: “ uomo molto potente: continua a mantenere un forte controllo sui media, sia attraverso l’apparato statale sia attraverso il controllo delle proprietà in mano ai suoi alleati oligarchi”, così viene descritto. Insomma un oligarca del passato sovietoide, ma ora legittimato “riformista europeo” grazie alla nomina della lesbica. Del resto, siamo giusti, che cosa lo distingue veramente dalla “democrazia” di Angela Merkel e di Macron? O di Gentiloni? Non mantengono anch’essi “un forte controllo sui media, sia attraverso l’apparato statale sia attraverso il controllo delle proprietà in mano ai suoi alleati oligarchi” confindustriali o finanziario speculativi?

Il capoverso evidenzia in tutta la sua chiarezza come l'aggressione alle minoranze da parte di Blondet non sia altro che uno stratagemma politico per la promozione del nazionalismo e di quel Putin che da anni pare stia finanziando le attività degli anti-europeisti e dei fascisti europei.
Ed è così che, mischiando omofobia, xenofobia e un complottismo contro quei vaccini che avrebbero potuto salvare la vita al bambino morto in questi giorni all'ospedale di Monza, l'integralista aggiunge:

La fondata speranza è che con la lesbica alla guida, la Serbia – alquanto recalcitrante – chieda (grazie al ricatto di rapporti economici con la UE) di entrare nella NATO e faccia piazzare i missili atlantici a ridosso della un tempo amica Russia, insomma partecipi all’accerchiamento. Da cui si vede che la “Liberazione delle Kulandre” fa tutt’uno col bellicismo atlantico; le nozze gay e le sfilate dei sadico-anali sono parte del pacchetto obbligatorio definito una volta per tutte. Seguirà l’obbligo di inviare truppe in Irak e Afghanistan,in Siria e dovunque li vuole Sion. Seguiranno, per la gioia degli ucraini e dei serbi, la teoria del gender nelle scuole per ordine delle autorità di Stato, i corsi di masturbazione forzata negli asili ai bambini di quattro anni, le 12 vaccinazioni obbligatorie ai neonati, il rialzo dei casi di autismo che noi già sperimentiamo; e non si dimentichi la forzata “accoglienza dei profughi e immigrati” a spese dei contribuenti locali, 4 miliardi l’anno da sottrarre ai poveri locali per darli a chi “assiste” i negri. Verrà anche lo “jus soli”, e tutto il resto. La dittaura dei kulattoni porta conseguenze anche impreviste, tutto un pacchetto.

Non manca poi il solito attacco rivolto al Papa, a suo dire "colpevole" di predicare l'accoglienza quando lui preferirebbe quei russi che benedicono i carri armati e che lanciano acqua santa sul quel fosforo bianco che verrà poi impiegato per bruciare vivi i bambini islamici. Scrive:

In Italia la neo-Chiesa s’ingerisce , attraverso il più ignorante dei suoi arroganti rappresentanti oligarchi, nella questione dello jus-soli: bollando di egoismo i parlamentari che hanno delle riserve. Come si permette? La concessione o negazione della cittadinanza è l’atto giuridico per eccellenza che spetta ai rappresentanti del popolo. Ma i media applaudono, ovviamente. Ce lo chiedono gli atei, i miscredenti, i progressisti ricchi, i laicisti che solo ieri gridavano alla “ingerenza della Chiesa” nelle faccende interne: bisogna “obbedire a papa Francesco”.Il quale papa Francesco coglie proprio questo momento per glorificare don Milani, il “prete di Barbiana” tanto amato dai cattolici adulti e dalle sinistre progressiste, ma da anni alquanto dimenticato.

Si passa così all'antisemitismo più puro:

Grazie ad Elisabetta Frezza, capiamo meglio perché proprio ora: “Silvia Ronchey su Repubblica ci ha informati che «Milani è il rampollo di un’alta borghesia ebraica di antico lignaggio, radicateposizioni liberali, sofisticate tradizioni culturali…che si fa traditore sia del proprio ceto, sia degli schieramenti autoritari della propria chiesa, un ebreo non praticante calamitato dalla letteratura, dalla poesia, dalla pittura fin da adolescente, artista bohémien dalla non celata omosessualità nella Firenze di fine anni Trenta”. Ed ecco qualche passo da “l’epistolario di don Milani, che ora dovrebbero figurare nel Meridiano di prossima uscita: “E so che se un rischio corro per l’anima mia non è certo di aver poco amato, piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!)” – e poco più avanti, in una lettera a un giornalista poi suo biografo: “E chi potrà amare i ragazzi fino all’osso senza finire di metterglielo anche in culo, se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno .

Le parole riportate da Blondet appaiono come una decontestualizzazione e reinterpretazione non dissimile da quella che l'integralismo ha riservato contro decine e decine di persone, a partire da quel Mario Mieli che viene quotidianamente infangato e diffamato da integralisti che roteano i loro rosari come se fossero bolas da scagliare contro il prossimo pur di azzittire chiunque osi contrastare il lor pensiero unico. Non a caso a sostenere che Milani sia un pedofilo troviamo La Verità di Belpietro o siti di promozione all'intolleranza come quel Libertà e Persona che da tempo promuove le isterie omofobe di Amato.
Non serve troppa fantasia per capire che il loro vero problema è che don Milani fosse di sinistra mentre loro hanno bisogno solo di preti di estrema destra che si mostrino pronti a partecipare ai raduni neonazisti o a fare i saluti romani dinnanzi alle tombe dei caduti della RSI. E dato che Blondet non vuole certo essere secondo a nessuno quando si tratta di attaccare ferocemente qualcuno, ecco che scrive:

Di questo prete ebreo che lo vuol mettere in culo ai suoi ragazzi, Bergoglio ha voluto rinfrescare la glorificazione che era andata spegnendosi, con queste parole: : «Mi piacerebbe che lo ricordassimo soprattutto come credente, innamorato della Chiesa anche se ferito, ed educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra risposta alla esigenza del cuore e dell’intelligenza dei nostri ragazzi e dei giovani» (clicca qui). La fama di Don Milani era andata un po’ a pallino anche a causa dello scandalo pedofilo del Forteto, dove seguaci dei metodi educativi del prete ebreo omosessuale effettivamente lo “mettevano in culo” ai bambinelli, e non per metafora .El Papa ha scelto proprio questo momento – l’avanzata del totalitarismo sodomitico – per riglorificarlo.

Cercato di accostare l'omosessualità alla pedofilia in una ostentata ignoranza di come l'orientamento sessuale non abbia collegamenti con la scelte delle vittime di abuso (tant'è che quei padri che violentano i figli sono gli stesso eterosessuali che hanno ingravidato loro madre), il delirio continua con il tentativo di fare di tutta la propaganda integralista un qualcosa che dovrebbe stare in piedi in virtù di come personaggi come Gianfranco Amato, Toni Brandi o Mario Adinolfi spergiurino nel nome di Dio che esista una pericolosissima teoria che potrebbe portare le donne ad essere emancipate mentre loro le vogliono chiuse in casa a lavare mutante e a produrre quai figli che Silvana De Mari già immagina di poter impiegare in una sanguinosa guerra di religione contro chiunque osi avere credenze diverse dalle loro. Afferma Blondet:

Pensate che sia un caso? Una coincidenza? Che Bergoglio sia mal consigliato? Ma niente affatto. Subito la Fedeli, quella ministra ignorante messa a guidare la “scuola” al solo scopo di imporre la teoria gender, “raccoglie con soddisfazione «l’invito di Papa Bergoglio: ricorderemo don Milani e lo renderemo protagonista di una memoria attiva», prendendolo a modello del «vero educatore appassionato di una scuola aperta ed inclusiva».
Insomma bisogna dar ragione alla Frezza. Con Bergoglio “ si è finalmente realizzata la collaborazione piena e manifesta tra super-stato e neo-chiesa nel promuovere anche questo punto estremo dell’agenda sovranazionale partorita dalle élite mondialiste. Dopo l’adesione ad ambientalismo, immigrazionismo, salutismo sessuale e riproduttivo, femminismo e omosessualismo, l’ambíto traguardo dell’abolizione della cristianità richiede che sia derubricato l’abominio pedofilia anche presso i sacri palazzi e a beneficio dei residenti”.

Come sempre, il termine "cristiano" viene usato come sinonimo di neofascismo in quella confusione che porta l'integralismo cattolico a preferire la croce uncinata a quella di Cristo. Per loro Dio serve solo a negare accoglienza al prossimo, a teorizzare la superiorità di alcuni gruppi sociali o a massacrare chiunque osi esistere contro il nostro volere, mica ad altro!

L'attacco non manca di dedicare un paragrafo alla promozione del razzismo, spergiurando che la Merkel avrebbe dato ordine di mentire sull'origine degli attentati terroristici dell'Isis. Interessante è osservare come Blondet si premuri di usare la parola "migranti" come se fosse un sinonimo di "terrorista", evidentemente intenzionato a promuovere generalizzazioni che possano creare odio e paura contro interi gruppi sociali. Spergiura anche che «la Cancelleria ha ordinato alla polizia di fornire cifre false sull'immigrazione clandestina» e giura che «i reati di diritto comune commessi da immigrati sono aumentati spaventosamente». Il tutto per sentenziare:

Capito? Ogni libertà per le kulandre corrisponde alla perdita di libertà per i poliziotti, e alla falsificazione delle notizie da passare ai media. Tout se tient, è tipico del totalitarismo.

La conclusione è dedicata ad una esaltazione di Trump e di Putin, sostenendo che la comunità lgbt sia un ostacolo al loro potere. Ed è santificando Putin e il suo uso dell'omofobia come mezzo con cui poter ottenere il plauso unanime sia dell'integralismo cattolico che di quello Islamico (giusto per garantirsi scenari espansionistici verso l'Europa e verso il Medioriente in virtù della posizione di Mosca), Blonder aggiunge:

La kulandra collettiva odia Putin in modo folle, il che è logico: sente in lui l’esponente internazionale di una tradizione e di una etica inconciliabile con il totalitarismo del vizio e del male.

Clicca qui per leggere l'ignobile proclamo d'odio scritto da Maurizio Blondet.
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