Vittorio Feltri sostiene che l'insulto sia "libertà di opinione" e chiede la chiusura di qualunque organo vigili sul lavoro svolto dai giornalisti



Ancora una volta Vittorio Feltri si è schierato dalla parte dell'uso politico della diffamazione come strumento per poter azzittire chiunque abbia idee diverse dalle proprie. Non contano i fatti, conta solo quanta poca etica e quanta malafede si sia capaci di investire un una diffamazione a mezzo stampa di chi osa dissentire da ciò che può portare profitti e potere ai propri padroni.
In un editoriale apparso su Libero dal titolo "Attentato alla libertà d'opinione: zittita Radio Maria", Vittorio Feltri si lancia in uno sconsiderato uso delle parole nell'affermare:

La libertà di stampa e di pensiero in Italia è stata cancellata. Chi esprime una opinione diversa da quelle in voga viene sanzionato dall’Ordine dei giornalisti, come se non bastassero le condanne della cosiddetta Giustizia, sempre pronta a minacciare con la galera i cronisti che descrivono, bene o male, la realtà nazionale. Persino Radio Maria, popolare emittente cattolica, è stata zittita dalla commissione disciplinare dell’albo, in primo grado, e da quella romana in secondo.Padre Livio Fanzaga, direttore bergamasco della citata antenna, è stato sospeso dalla professione per sei mesi, durante i quali dovrà tapparsi la bocca nonostante che la Costituzione garantisca a ogni cittadino il diritto di dire ciò che gli garba, ovviamente nel rispetto della legge che vieta calunnie e diffamazioni.

Peccato basti leggere le motivazioni della decisione perché si osservi che il sostenere che la Cirinnà sia una prostituta sia un'affermazione che rientra nella diffamazione e nell'offesa, non certo diritti di cronaca. Ma in quella esaltazione della super-razza che deve poter ammazzare il prossimo se il delitto viene commesso nel nome di Dio (evidenziando forse una certa invidia di Feltri verso l'abuso della religione ostentata dall'Isis), troviamo un Feltri pronto ad asserire:

Il motivo della punizione non sta ho piedi. Il prete criticò aspramente la onorevole del Pd Monica Cirinnà, promotrice del riconoscimento ufficiale delle unioni civili. Per contestarla egli ricorse alla Bibbia, dicendo che la signora, la quale si definisce cattolica, avrebbe dovuto rispondere del suo operato al Padreterno dopo la propria morte. Cosa che per un credente dovrebbe essere scontata. Le parole del sacerdote, prelevate dal testo sacro, non potevano essere offensive per un soggetto che pratica la religione.

Ben presto Feltri passa ad attaccare l'esistenza di un codice deontologico, sostenendo che lui esige di poter dire qualunque menzogna voglia in un'ottica in cui il'editore più ricco e con maggiori disponibilità di denaro deve poter essere quello che decide la "verità" raccontata al popolo. Scrive:

Con tutta la buona volontà non riusciamo a capire il senso di un castigo tanto grave inflitto a un prete che predica da prete. Il problema è che l'Ordine è influenzato dalla ideologia conformistica della sinistra ed è rappresentato prevalentemente da progressisti impegnati a rispettare il politicamente corretto, che per loro è una sorta di Bibbia laica. Trattasi di una organizzazione corporativa -medievale- sopravvissuta al fascismo e modificata ho peggio dal regime democristiano, il quale nel 1963 burocratizzò gli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti in modo tanto rigido da renderli conventicole simili a cosa nostra nei metodi e nella sostanza.

Feltri non nasconde poi che quell'attacco all'ordine non sia altro che un uso di un prete come scusa per attaccare chi ha avuto da ridire con il suo lavoro, dallo sciacallaggio Boffo alla pubblicazione di immagini diffamatori. lamenta anche come gli articoli di promozione all'odio verso l'islam pubblicati dalle pagine del suo giornale siano costati una sospensione agli autori del pezze, decretando che lui esige l'immediata chiusura di qualunque organo sia incaricato di vigilare sul lavoro e sull'onestà dei giornalisti.
Slavini vende odio verso i migranti? Tu giornalista hai il diritto di farti pagare per inventare finte notizie che possano alimentare odio verso quella gente e portare profitto al suo partito. Berlusconi va con delle minorenni? Tu giornalista hai il diritto di raccontare balle per permette una sua ricandidatura. L'informazione deve essere business per gli sciacalli, non certo un qualcosa che deve tener fede all'onestà intellettuale o a tutti quegli altri principi etici che paiono non interessare a Feltri.
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