Atleaia invita i preti a dire che l'omosessualità si "cura" sposando una donna anche se si prova attrazione per gli uomini



L'integralismo cattolico ama sostenere che tutto sia "libertà di espressione" e che qualunque cosa debba poter possa essere detta nella più totale noncuranza dei suoi effetti. Ad esempio non paiono preoccuparsi se la scienza sostiene che le fantomatiche "terapie riparative" potrebbero condurre alla morte chi né è vittima: il loro pregiudizio vale più della vita umana e un qualche morto è una sacrificio non deve spaventare chi pare disposto a tutto pur di sostenere che l'unico modo giusto di essere sia il proprio.
Si reputano la massima espressione del creato e l'esistenza stessa delle differenze rischia di mettere in crisi la loro convinzione di poter elargire condanne morali contro chiunque non sia fatto a loro immagine e somiglianza. Non a caso persino le raffigurazioni sacre tendono ridefinire la natura di Gesù attraverso tratti europei che possano negare le sue origini extracomunitari, anche in quel caso al solo fine di rappresentarlo a propria immagine e somiglianza (e magari usandolo pure per promuovere l'intolleranza verso chi è nato nelle sue stesse terre).

Fa dunque rabbia che sia la superbia l'unica vera ragione che porta alcuni gruppi religiosi a perseguitare e minacciare la vita del prossimo, magari lanciandosi pure articoli in cui si afferma con infondata certezza che «Jean Lloyd conduceva una vita come lesbica. Oggi è sposata e ha due figli».
Lo scrive il sedicente sito cattolico Atelata, lasciando intendere che quella di Jean Lloyd non sarebbe stato un orientamento sessuale ma una scelta di vita, così come il voler far leva sul desiderio di maternità o di paternità appare come un vergognoso tentativo di mettere a frutto il loro opporsi strenuamente alle adozioni di bambini da parte di famiglie gay. Ed è grave anche come si dica chiaramente che questa promozione dell'intolleranza sia rivolta ai sacerdoti, supplicando possano contribuire a inculcare sensi di colpa in chi ha difficoltà ad accettarsi e dovesse commettere l'errore di rivolgersi ad uno di loro. Affermano:

Jean Lloyd è una professoressa e si definisce “felicemente sposata”. È madre di due figli, ma per anni ha condotto una vita omosessuale, e sulla base di questa esperienza offre i propri consigli a sacerdoti e consulenti che vogliono orientare adeguatamente i membri della comunità LGBT e che le chiedono aiuto. Jean si rivolge anche a coloro che non ritengono importante l’esercizio dell’omosessualità o lo raccomandano, così come a coloro che, rifiutandolo in teoria, si sentono “obbligati” per “misericordia” a non invitare alla castità e alla conversione.

Insomma, l'invito è a non essere tolleranti perché loro spergiurano che l'opinione si una singola tizia sia la prova definitiva di come sia necessario rifiutare l'omosessualità in tutto e per tutto. Sarebbe come sostenere che una persone che si scopre gay sopo aver sperimentato un rapporto con una donna possa bastare ad affermare che l'eterosessualità non esista e che sia in errore chiunque la pratichi... Insomma, una follia.

Eppure è proprio nel nome di quella follai che il sito passa ad elencare tutte quelle "verità" che la sedicente ex-lesbica annuncia come un dogma di fede utile a giustificare qualunque forma di odio e di violenza contro le persone lgbt. Si parte dal grande classico, ossia dal sostenere che l'omosessualità debba essere intesa come una scelta e che pertanto la si debba ritenere criticabile (è la tesi che sostiene l'omofoba Silvana De Mari quando nei suoi comizi si mette a sbraitare come un'ossessa che l'omosessualità deve essere ritenuta «una colpa»). Afferma l'articolo:

Desidero che tu sappia che non è per il fatto che io non abbia scelto questo orientamento che si deduce che “sono nata in questo modo” o “Dio mi ha creata gay”. Anche se la genetica può influire su questi aspetti, non c’è una predeterminazione assoluta. Non è una cosa innata come il colore degli occhi o della pelle. (I gemelli dovrebbero avere il 100% di concordanza nell’orientamento sessuale se questo fosse geneticamente predeterminato e non implicasse fattori post-natali, ma gli indici di concordanza sono molto bassi.

Il tentativi di sostenere la "scientificità" della tesi si basa nel pubblicare i riferimenti dei testi di chi dice esiste una "terapia" dell'omosessualità, il tutto nella pià assoluta noncuranza di come tale teoria sia stata ampliamene smentita dai ricercatori genetici che sottolineano come determinati caratteri non siano sempre identici anche nei gemelli omozigoti (con buona pace di siti come Corrispondenza Romana Provita onlus che continuano imperterriti a citare quella falsità scientifica come giustificazione al loro odio). Ed ovviamente non manca il solito trafiletto che tenta di attribuire a Dio una condanna perentoria contro quell'omosessualità che Dio stesso ha creato:

Le relazioni tra persone dello stesso sesso sono fuori dal disegno e dal desiderio del progetto del Signore. Dichiarare il contrario significa ignorare la Scrittura, l’autorità cristiana storica e la legge naturale. Ho bisogno di aiuto per vivere nella castità, indipendentemente dalla provenienza della mia attrazione per lo stesso sesso.

Si passa così al paragrafo intitolato "le relazioni omosessuali danneggiano il mio corpo" in cui si ostenta un certo fanatismo nell'affermare:

Vorrei che conoscessi un modo migliore per aiutarmi a onorare il mio corpo vivendo secondo il disegno del Creatore. Sono nata così: donna. Dio mi ha creata donna. Per favore, non cadere nel dualismo gnostico che separa la mia vita spirituale dalla vita che vivo nel mio corpo. Cristo si è incarnato: il mio corpo è ora parte del Suo corpo, il tempio dello Spirito Santo. Agire contro il Suo progetto compiendo atti con persone del mio stesso sesso danneggia la dignità del mio corpo. Quanto ai miei fratelli che provano attrazione per persone dello stesso sesso, gli atti sessuali di questo tipo danneggiano il loro corpo molto di più a causa del loro “disegno” fisiologico e per gli effetti fisici del fatto di andare contro questo disegno. Questi corpi saranno riscattati nuovamente. Contano.

Sostenuto che i gay abbiano la "colpa" di ciò che sono e spergiurato che Dio odia i gay con tutto sé stesso, si passa alla solita promozione di fantomatiche "cure" dell'omosessualità:

Desidero che tu sappia che non mi aiuti a seguire Cristo chiedendomi che la mia attrazione cambi o non permettendo che cambi. Nessuno può promettermi che la mia attrazione cambierà. Gesù certamente non lo ha fatto. Ma non negarmi nemmeno la possibilità, soprattutto se sono un adolescente! Sia la scienza secolare che l’esperienza umana testimoniano la mutabilità sessuale e la potenzialità del cambiamento.

Pare gravissimo l'esplicito invito a sottoporre adolescenti a quelle torture psicologhe che si basano sull'inculcare sensi di colpa basati sul dire al ragazzo che la loro sessualità è sbagliata, che Dio li odia e che i cattolici renderanno la sua intera vita un inferno se non si fingerà etero. Ed il sadismo pare crescere dinnanzi a chi pare capace di sostenere che un gay dovrebbe sposare una donna che non potrà mai amare perché quella sarebbe la volontà di un Dio:

Un uomo che continua a sperimentare attrazione per lo stesso sesso ma che è felicemente sposato con una donna – anche se prima non credeva assolutamente che fosse possibile avere un rapporto eterosessuale – è ovviamente cambiato.

Praticamente si suggerisce una formula per garantire l'infelicità, condannando una povera donna ad andare a letto con un uomo che pensa ad altri uomini mentre cerca di nascondere il suo totale disinteresse per il corpo che le sta accanto. E secondo loro questo sarebbe un atteggiamento cristiano? Davvero credono in un Dio così perfido e sadico da volere simili abomini?
E tutto questo tirando in ballo la "testimonianza" di una fantomatica Jean Lloyd che su Google risulta esistere solo all'interno delle schede promozionali di quei gruppi che fatturano milioni di dollari vendendo fantomatiche "terapie riparative" a danno e a a rischio della vita stessa di chi vi viene sottoposto.
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