Guardacaso ci sono Adinolfi, Brandi e Riscossa Cristiana dietro al "comitato" che prega contro i gay



Il fantomatico Comitato Beata Giovanna Scopelli è salito alla ribalta delle cronache per l'organizzazioni di processioni e preghiere contro i gay. I crocefissi vengono banditi per promuovere l'odio, mentre i rosari volteggiano come bolas pronte a colpire interi gruppi sociali nel nome di quella che loro sostengono sia la superiorità razziale della loro strenua passione per un paio di tette.
L'organizzazione della loro attività avviene su un gruppo Facebook rigorosamente chiuso e tenuto segreto a guardi indiscreti, mentre è sulle pagine di Radio Spada che troviamo un vecchio comunicato in cui si fanno i nomi delle realtà che si celano dietro a quel nome:

Il Comitato, nonostante l’onda mediatica che dura continuativamente da cinque giorni, ha visto una netta crescita delle sue adesioni. Oltre alle realtà già presenti (Radio Spada, Riscossa Cristiana, Notizie Pro Vita, Chiesa e post-concilio) anche il network Messainlatino, il quotidiano online La Croce (testata di riferimento del Popolo della Famiglia), l’associazione I Tre sentieri del prof. Corrado Gnerre, il sito UnaVox hanno aderito all’iniziativa. Inoltre il Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum si è dichiarato “in unione di preghiera con quanti hanno promosso e promuoveranno, in varie forme, pubbliche riparazioni per i preannunciati fatti di Reggio Emilia“. Infine, due sacerdoti – don Giorgio Bellei e don Claudio Crescimanno – hanno difeso le ragioni del Comitato da alcuni attacchi pretestuosi, il primo dalle colonne de La Gazzetta di Reggio, il secondo da quelle de La Nuova Bussola Quotidiana.

Ed è così che si scopre come dietro l'ennesima carnevalata che insulta il nome di Dio e il comune sentimento religioso ci siano sempre gli stessi gruppi. C'è quell'Adinolfi che basa il suo intero fatturato sulla vendita di odio, c'è quel Toni Brandi che possiede una "onlus" che riceve soldi pubblici per promuovere omofobia e misoginia, ci sono quei Tre Sentieri che cercarono si strappare un bambino ai suoi genitori per mero pregiudizio e c'è quella Riscossa Cristiana che ha fatto dell'odio omofobico la propria ragione di vita.
Come sempre, l'obiettivo è quello di sfruttare il bigottismo religioso come strumento utile a creare divisioni sociali e odio, magari spergiurando che i gay siano intrinsecamente «blasfemi» o che siano pronti a insultare «chiunque non si omologhi alla loro arroganza ideologica». Provano pure a sostenere che i gay vadano in giro a bestemmiare, anche se forse bisognerebbe ricordare loro che basta navigare tra i profili Facebook dei parenti eterosessuali di Mario Adinolfi per imbattersi in chi trova divertente pubblicare canzoncine intitolate "Pio, pio, porco d**".
E ne hanno dunque di coraggio per mentire nel nome di Dio dinnanzi alla loro richiesta prettamente politica volta a chiedere agli omofobi di «reagire cristianamente rispetto a questa penosa onda di odio e maleducazione» versoi chi è vittima della loro incessante aggressione e della loro mefistofelica opera di demonizzazione.
Quindi sappiatelo: si scrive Comitato Beata Giovanna Scopelli, ma si legge Provita, Adinolfi e Riscossa Cristiana. Nomi che paiono destinati ad essere ricordati con il medesimo disgusto con cui oggi ricordiamo chi tesse la base per le persecuzioni naziste.
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