Il fratello del Papa tacque sugli abusi, ma per gli haters di Adinolfi è tutta colpa della «lobby gay»



Gli haters di Adinolfi sono attivissimi nell'infestare i social network con messaggi orientati a promuovere l'odio razziale e omofobico, intenzionati ad imporre i loro dogmi preudo-religiosi volti a garantire la purezza della razza mediante una sistematica aggressione e diffamazione di chiunque non sia fatto a immagine e somiglianza del loro duce, l'ariano Adinolfi. L'uomo più uomo tra gli uomini. Il cristiano più cristiano tra i cristiani. Il nuovo messia chiamato a rottamare quell'inutile messaggio di amore e rispetto predicato da Gesù.
Ed è così che nel nome del patito di Mario Adinolfi c'è chi distribuisce bufale già ampliamene screditate che spiaccicano un gruppetto di integralisti impegnati nella promozione delle fantomatiche terapie riparatevi per l'Associazione Americana di Pediatria. Sostengono che il contrasto all'omofobia sia una spesa inutile perché un esborso a livello nazionale di soli 850mila sarebbe da intendersi come insostenibile e causa della povertà di chi non arriva a fine mese (ma ovviamente quel discorso non vale per quei 6.415.797.808 euro annualmente elargiti alla Chiesa. Ciò che è a beneficio della curia e non serve a creare odio verso i gay non è certo di loro interesse). Non mancano neppure attacchi allo Ius soli e il sostenere che, da cristiani, esigono che alcuni bambini nati in Italia debbano avere meno diritti di altri perché la razza potrebbe essere inquinata dalla loro presenza. Ed un grande sforzo è stato orientato anche a cambiare il significato dei termini, come il sostenere che i profughi siano «disertori» o che il rispetto debba essere chiamato «totalitarismo».
E sin qui abbiamo visto solo alcuni dei post pubblicati nelle scorse ore a fronte di un cumulo di propaganda omofoba che per un singolo utente riescono a superare la soglia dei 66mila messaggi, tutti unicamente e puntualmente orientati ad attaccare e denigrare i gay (tra falsi allarmi sanitari e insulti gratuiti a coppie che pare non avessero compreso fossero etero).

Si tratta si insulti ciechi e violenti ma, data il totale disinteresse dello stato nel garantire la legalità e nel proteggere le minoranze da attacchi così efferati, la  gran parte dei gay pare ormai abituata a doversi sorbire insulti quotidiani basati su menzogne, falsità e tanta malafede. Anzi, la sola vista del simbolo del partito di Adinolfi appare quasi come un marchio di garanzia per annunciarci che quella gente è stata addestrata e spronata a mostrarsi il più aggressiva e offensiva possibile.
Ma in certi casi si esagera. Dinnanzi allo scandalo allo scandalo che ha visto il fratello di papa Benedetto XIV pronto a coprire oltre 500 casi di abusi perpetrati a danno dei ragazzi del coro di Ratisbona, appare intollerabile ci si possa imbattere in chi scrive:



Il tentativo di accostare omosessualità e pedofilia è un vero e proprio cavallo di battaglia degli adinolfiniani, ben addestrati da quel loro capo dopo che ha mostrato loro di non aver avuto conseguenze dopo essersi lanciato in asserzioni pubbliche al riguardo dopo aver provveduto falsificare i dati portati a sostegno della sua tesi.
E dato che i pedofili suscitano orrore, vien da sé che se si riuscisse a convincere la gente che tutti i gay sono pedofili, allora quella feroce linea di promozione dell'odio che risulta l'elemento fondante del suo patito potrebbe tramutarsi in una fonte di maggior reddito. In fondo un'altra menzogna non sarebbe certo un grave problema etico per quel sedicente "cristiano" che non si è fatto problemi neppure nel promuovere fantomatiche "terapie terapie" che rischiano di spingere al suicidio degli adolescenti. Quindi vien da sé che quella propaganda vada cavalcata, soprattutto in virtù di come qui si stiano offendendo solo milioni di gay e mica un qualche vescovo che porterebbe ad un immediato intervento dei gendarmi.

A scanso si equivoci, andrebbe ricordata anche la verità. Ad esempio di Federico Ferrari, psicoterapeuta e docente al Centro Milanese di Terapia della Famiglia, a ricordare come «le statistiche rilevano che, nella maggior parte dei casi, il fenomeno della pedofilia è spesso intrafamiliare ed eterosessuale».
Doveroso sarebbe anche osservare che come le violenze a danno di un bambino non siano un'esternazione di un presunto orientamento sessuale, ed è veramente vergognoso che ci siano sciacalli intenzionati a sostenere assurdità simili solo perché sperano che la violenza contro un bambino possa essere sfruttata a loro vantaggio per finalità politiche di promozione all'odio. Il tutto può essere spiegato anche con una semplice generalizzazione: basta osservare come quel 47,3% degli abusi sui minori sia commessa dal padre della vittima, ossia da chi si è portato a letto loro madre.E se ci aggiungiamo che nel 10,5% dei casi il predatore è dalla madre, nell'11% entrambi i genitori,  nel 9,5% i nonni e nell'8,9% i conviventi dei genitori, vien da sé che l'allontanamento dei gay dai seminari non serva assolutamente a nulla dato che la maggior parte degli abusi viene commessa in "famiglie tradizionali" perfettamente conformi ai distinguo di Adinolfi.
Di conseguenza, tutto ci porta a poter appurare come si sia dinnanzi all'ennesima bufala diffamatoria messa in circolo da haters professionisti che si firmano a nome del Popolo della famiglia.
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