Il Giornale inneggia ad un'invasione di Mosca: «Putin, invadici e facci tuoi»



La propaganda filo-russa de Il Giornale e la sua promozione di Vladimir Putin come il leader forte che, come un nuovo duce, da solo potrà condurre tutti i popoli del mondo alla salvezza. Ma l'esasperazione di questa loro ideologia pare rasentare il ridicolo dinnanzi ad articolo che inneggiano apertamente ad un'invasione dell'Italia da parte di Mosca. A firmare il tutto è Nino Spirlì che, in un articolo intitolato "Putin, invadici! E facciamola finita", appare capace di scrivere:

Eh, sì! Facci la santa cortesia, caro Presidente Putin, di rivolgere un paio di decine di migliaia di cosacchi verso l’Italia. E facci tuoi! Ci resti solo Tu come aiuto serio, credibile e concreto contro questa Europazza antitaliana, questi governanti imbecilli, queste signorine istituzionali dalle fantasie eroticoamoraliste, questi politici pinocchi e strafottenti, queste teste di cardo di italioti confusamente e avidamente satolli di hotdog di porco e chebab d’agnello, questi gheiarcobalenati violenti saccenti e pretenziosi, queste tonache bianco sangue che blaterano da balconi e amboni, questa catasta di finti buoni e veri accoglioni che ci stanno meticciato con la peggiore feccia raccattata nei continenti limitrofi…

L'esaltazione di Putin continua con un tizio capace di dire che a Putin non mancherebbero «la competenza e l’inventiva». E non manca una strizzata d'occhio ai sedicenti cattolici con una blasfema invocazione a Dio nello scrivere: «Ed io, Dio mi perdoni, dimenticando il peso che provo sul cuore nel chiedere aiuto ad un (ex)comunista, penso che, tutto sommato, meglio Tu che questo pattume che ci circonda!».
Da notare l'uso della maiuscola quasi si volesse esaltare Putin ad un livello di divinità manco si stesse parlando di quando c'era Lui.

L'attacco di Spirlì è contro i migranti, ossia quella gente che deve morire perché i sedicenti cattolici sono troppo impegnati ad impedire una fine dignitosa a quel Charlie che deve essere tenuto in un'infinita agonia al fine di compiacere il loro sadismo. E scrive:

Se riesci a fare in fretta, senza far passare questi drammatici giorni di mare calmo e tempo favorevole, sarebbe più gradito il Tuo intervento. Così, in autunno, saremmo già svuotati del di più che è sbarcato negli ultimi anni sulle nostre coste, nei nostri porti, e che si è spalmato lungo tutto lo Stivale, occupando e pisciando tutti i marciapiedi d’Italia; avremmo già chiuso quelle migliaia di moschee clandestine, messe su da altrettanti imam clandestini e fedeli clandestini; avremmo già ripulito le nostre città di predatori e scippatori che nomadeggiano per tutta la penisola, zingarando fra luoghi turistici e paesini di pensionati (ghiotti bocconi per figli di puttana senza fissa dimora); avremmo già potato la lingua a quei predicatori biancosangue, che stanno impalando Cristo da dentro le Sue Divine Carni…

Parole ricolme di rabbia, infarcite di una ferocia che non pare umana. Non ci è dato di sapere quale orrenda ferita possa aver ridotto Spirlì in uno stato di simile odio verso l'umanità, in una esaltazione di un nuovo fascismo che possa portare allo sterminio chiunque cultura o qualunque diversità non possa essere incasellata nella teorizzazione di una sorta di nuova "razza ariana" in cui non c'è spazio per chi non si uniforma ai presunti dogmi morali decisi da un qualche dittatore.
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