Il Vaticano ci prende per in giro ma l'Ansa gli dà corda promettendo cure miracolose per il piccolo Charlie



È difficile non essere assaliti da un profondo senso di disgusto dinnanzi allo sciacallaggio in atto contro il diritto di Charlie ad una morte dignitosa. Ad essere scesi in campo sono il Vaticano, Trump e persino quell'Angelino Alfano che pare averci preso gusto nel ledere l'immagine dell'Italia in un patetico tentativo di asservire ogni più perverso desiderio sia espresso da un qualche prelato.
I fatti sono ormai noti: in virtù di come none esista alcuna cura e di come ogni fantomatica terapia sperimentala non potrebbe mai sortire alcun effetto per stessa ammissione di chi l'ha proposta, la Corte Suprema inglese ha stabilito che è nel diritto e nell'interesse del piccolo Charlie la sospensione dell'accanimento accanimento terapeutico richiesto dai suoi genitori in un atto che di fatto sta provocando solo atroci ed inutili sofferenze ad un bambino che non ha più capacità respiratorie, ha lesioni celebrali irreversibili ed è vittima di una progressiva ed inesorabile corrosione del suo sistema nervoso. Tale decisione è stata riconfermata anche dalla Corte europea dei diritti umani.
Ma dato che i preti non ci stanno, Angelino Alfano annuncia tronfio che lui sta lavorando assiduamente per cercare di strappare il piccolo ai suoi diritti fondamentali al fine di consegnarlo nelle mani di una struttura vaticana che possa proseguire nell'infiggergli un inutile e dannoso accanimento terapeutico.

Ma da voltastomaco è anche l'atteggiamento dei media italiani dinnanzi alla vicenda. Non solo nessun quotidiano italiano ha segnalato l'inchiesta di AP che segnala come all'interno di quello stesso Bambin Gesù che vorrebbe accaparrarsi Charlie si siano registrati numerosi decessi infantili a causa delle negligenze di una struttura che ha preferito il profitto alla cura dei pazienti, ma arrivano persino a far credere che potranno trovare una cura per Chalie. Dalle pagine dell'Ansa ci vengono a raccontare che:

I medici che seguono le malattie rare dell'ospedale Bambino Gesù sono al lavoro con altri esperti internazionali per mettere a punto un protocollo di trattamento sperimentale per il piccolo Charlie. I medici, ha riferito la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, sono in contatto anche con alcuni esperti statunitensi. Questa mattina la mamma di Charlie ha parlato con i medici dell'ospedale romano dopo il contatto di ieri con la presidente Enoc.

A questo punto verrebbe da domandarsi perché mai il Bambin Gesù di Roma non si sia fatto avanti nelle sedi giuridiche competenti per annunciare che loro erano in grado di trovare una cura miracolosa in meno di ventiquattr'ore? Perché avrebbero taciuto quelle informazioni di vitale importanza dinnanzi ai tribunali e, soprattutto, dinnanzi a chi aveva competenze mediche tali da poter valutare seriamente la loro proposta?
L'impressione è che si sia fatto ricorso a delle agenzie stampa per cercare di manipolare l'opinione pubblica e far credere che l'ospedale Bambino Gesu di Roma possa salvare Charlie.

Ad oggi Charlie sta ancora soffrendo come un cane mentre i suoi genitori si compiacciono di come stiano riuscendo a prolungare un'inutile agonia. Si compiace Toni Brandi nell'organizzare vergognose campagne di disinformazione che possano sfruttare il dolore di quel bambino a fine di promuovere la sua amata ultradestra. E si compiacciono pure quei preti che, nel nome di Dio, promettono il paradiso a chiunque si adopererà per infliggere quanto più dolore si possibile a quello che loro hanno ormai tramutato nel simbolo di una lotta ideologica contro ogni forma di autodeterminazione e di dignità nella morte.
Il fatto che il respiratore non sia stato spento, così come previsto, nella giornata di venerdì 30 giugno ci indica che i diritti del bambino sono già stati calpestati nel nome della ferocia integralista. Ora il piccolo potrebbe essere consegnato a chi cercherà di prolungare la sua agonia o magari sarà usato al posto dei topi nella sperimentazione di una qualche fantomatica cura sperimentale. Soffrirà. Soffrirà atrocemente e inutilmente. Sappiamo già che non verrà mai «salvato» come Brandi promette ai suoi seguaci, ma soffrirà perché qualcun altro possa farsi bello nel dire che dei giudici cattivi volevano «ucciderlo» ma lui è riuscito a non permetterlo. Tanto il l sistema nervoso è già sufficientemente compromesso da impedire al piccolo di piangere, di fare espressioni o di respirare... e un bambino che sembra un bambolotto fa scena quando diffondi le sue fotografie dicendo che qualcuno voleva «uccidere» un bambino che parrebbe dormire tranquillo. Se poi soffre chi se ne frega, l'importante è che non lo dia a vedere.

Povero Charlie, un bambino senza alcun diritto dinnanzi a chi vuole speculare sulla sua sofferenza.
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