Integralisti minacciano Gayburg perché non tollerano ci si occupi delle attività politiche di Provita



L'integralismo cattolico non è semplicemente legato all'ideologia estrema destra, spesso ha fatto propri anche i suoi metodi di propaganda e di squadrismo. Si è creato un effetto branco in cui ci si legittima e ci si incita vicendevolmente all'odio in un contesto in cui ogni altro camerata deve necessariamente essere difeso a spada tratta.
Ed è così che tale Attilio Negrini, un autore del sito omofobo di quella Provita Onlus che risulta collegata a Forza Nuova, si è scagliato contro Gayburg sostenendo che «è ora di dire basta». Nel suo commento allega anche l'articolo in cui riportavamo come Nicola Pasqualato (il tizio del patito di Adinolfi che promuove fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità) asseriva pubblicamente che «esporre bambini a modelli o situazioni omo-file è senza dubbio diseducativo in quanto li incoraggia alla mancata maturazione sessuale».
Date le premesse fa un po' sorridere come Negrini sostenga che il suo «basta» sarebbe in difesa di quegli omosessuali che riconoscerebbero a lui una superiorità dettata dalla sua attività sessuale. E scrive: «è ora di dire basta. Soprattutto per rispetto degli omosessuali, categoria che non sono una categoria, sono persone come noi, nostri fratelli che qualcuno, per speculazioni politico culturali vorrebbe ghettizzare e trasformare in razza. E quindi ha trasformato in gay, l'omosessualità divenuta ideologia».
Saremo all'antica e non saremo perspicaci quanto gli integralisti, ma per sostenere un'accusa si dovrebbero presentare delle prove, anche se pare difficile pensare che possa citare anche un solo articolo in cui si sostenga che i gay sarebbero una «razza». Attaccare qualcuno sulla base di teorie inventate a tavolino e falsamente attribuite ad altri è diffamazione. Certo, un tipo di diffamazione ormai di moda dato che in questo giorni anche Il Giornale non si è fatto problemi nell'attribuire ad alcuni scienziati tesi da loro mai sostenute, ma resta pur sempre un atteggiamento privo di etica e di morale.

Rivolgendosi presumibilmente a personaggi come Brandi, Adinolfi e Cascioli, aggiunge:

Mi chiedo, non siete ancora stufi? Io conto poco, costui mi ha citato solo un paio di volte, per me è una medaglia. Ma voi venite tirati in ballo quotidianamente, coperti di sterco e menzogne. Qualcuno psicologicamente debole potrebbe comportarsi come quel poveretto che lanciò la statuina del Duomo di Milano contro Berlusconi. I mandanti erano quei farabutti che tutti i giorni lo demonizzavano attraverso i media, gente triste e frustrata che trasformò la lotta politica in odio, e se abbiamo evitato nuovi anni di piombo lo dobbiamo a Matteo Renzi. Questo è l'unico suo merito, quelli di aver abbassato i toni e aver zittito coloro che smacchiavano i Giaguari e consideravano la politica come un safari. Tornando a Gayburg, perché non gli sguinzagliate addosso i vostri avvocati? Perché costui può cagare addosso al bravo Tony Brandi e a Pro Vita, senza che nessuno lo blocchi? Perché non prendete atto di avere intestate appena due guance e di avere il diritto di porre dei limiti alla mitezza? Basta! Amore e misericordia, tolleranza e fratellanza, va bene, ma c'è un limite, oltrepassato da troppo tempo.

Il problema sarebbe il fatto che i loro articoli vengono verificati ed eventualmente contestati o commentati al posto di essere accolti come dogmi di fede, rappresentando presumibilmente quella che lui reputa sia una lesa maestà ad Antonino Brandi.
Ed è tragicomico che a sostenere che qualcuno «demonizzi attraverso i media» qualcun altro sia un tizio che sta dalla parte di chi demonizza i gay ogni singolo giorno dell'anno. Qual suo «bravo Tony Brandi» (che a noi risulta si scriva con la "I") è un personaggio che su Google News ha immesso 777 articoli in cui parla di gay definendoli «gaystapo», 222 articoli in cui usa il termine «omosessualismo» ed almeno 4 in cui parla di «omosessualizzazione». A ciò si aggiungono anche almeno 9 articoli in cui si sostiene che l'omosessualità sarebbe un qualcosa di patologico ed innaturale (anche se la scienza ci spiega che così non è).
Davvero Negrini sostiene che «bisognerebbe sguinzagliate addosso i vostri avvocati» contro chiunque osa sostenere che quella propaganda sia inaccettabile o che sottolinea come il cercare di convincere un genitore bigotto che non deve assolutamente accettare un eventuale figlio significhi rendersi responsabili di condizione di tortura psicologica che potrebbero determinare dei suicidi?
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