La bufala della cittadinanza statunitense concessa a Charlie Gard



Pare ormai che la propaganda statunitense stia divenendo sempre più simile a quella di Putin (e forse è questo il motivo per cui Trump organizza vertici segreti in compagnia dello zar di Russia). Fatto sta che tantissimi giornali hanno dato la falsa notizia che il Congresso statunitense avrebbe dato la cittadinanza al piccolo Charlie Gard al fine di poterlo portarlo negli Stati Uniti al fine di mettere in atto quell'accanimento terapeutico che i suoi genitori chiedono gli sia inflitto.
Peccato sia falso. Si tratta solo di una mossa populista per santificare quel gran cristiano di Trump, l'uomo che lo scorso maggio ha privato 23 milioni di americani dall'accesso a qualunque cura sanitarie ma che oggi viene lodato per il suo tentativo di compiacere il Vaticano nel negare il diritto del bambino ad una morte dignitosa. La verità è che una commissione del Congresso, la House Committee on Appropriations, ha semplicemente votato un emendamento che chiede di garantire a Charlie uno status per accedere alla permanent residency (che differisce dalla citizenship) ai fini di altri possibili trattamenti medicali.

Il caso di Chalie è ormai divenuto fonte di disinformazione e strumentalizzazioni da parte di chi spera di poterne trarne un vantaggio. Approfittando di genitori che quotidianamente vanno dai giornalisti a contestare i dati medici o a lanciare appelli, le lobby integraliste si sono attivate per una delle loro solite crociate di disinformazione. E se pare veramente difficile pensare che possa davvero fregargliene qualcosa di quel bambino, tutto lascerebbe pensare che l'obiettivo sia quello di cogliere quell'opportunità per mettere in discussione l'autorità di quella Corte europea dei diritti dell’uomo che troppo spesso ha ostacolato i loro piani.
Ciò ci spiega perché nella immagini della BBC riportato in apertura si veda in bella mostra il simbolo del comitato di Gandolfini o del perché Toni Brandi si faccia fotografare mentre dice rosari per la "salvezza" del piccolo mentre contemporaneamente promuove barbare torture psicologiche che potrebbero portare al suicidio degli adolescenti. E tra questi non poteva mancare l'immancabile sciacallaggio del partito di Adinolfi che, per mano di Mirko De Carli, ha intitolato un suo circolo a Charlie Gard (il cui nome verrà dunque calpestato per promuovere razzismo, intolleranza e omofobia ).

In mezzo a bufale e strumentalizzazioni, forse non tutti sanno che a rivolgersi ai giudici furono i medici e non i genitori del piccolo. L'ospedale era intenzionato a salvaguardare i diritti del minore anche contro il volere di genitori che non erano disposti ad accettare la realtà dei fatti.
Charles è nato apparentemente sano l 4 agosto del 2016. Dopo pochi mesi di ha iniziato ad accusare i primi sintomi di quella che verrà poi diagnosticata come una delle sindromi della deplezione del Dna mitocondriale, un gruppo di malattie genetiche degenerative delle cellule che ne riducono la capacità energetica compromettendo l'organismo. In tutto il mondo e fino ad oggi sono stati diagnosticati solo 16 casi. Viene così portato al Great Ormond Street Hospital l’11 ottobre 2016 e gli esami appurano che la causa della patologia è una mutazione del gene RRM2B. Per quella patologia non esistono cure.
Tra l'autunno e l'inverno i genitori Charles leggono su Internet di una cura sperimentale adottata negli Stati Uniti nell'ambito delle mitocondriopatie: ne parlano con l'ospedale ed i medici sono stati i primi ad interessarsene. Emerge così che la terapia in questione è in corso di sperimentazione su animali e non è mai stata ancora provata su esseri umani. Inoltre, la sperimentazione riguardava alterazioni genetiche mitocondriali diverse e meno gravi di quella diagnosticata a Charles Gard, la quale includeva anche alterazioni cardiache e cerebrali.
I medici di Charles avviano le procedure di valutazione per la cura sperimentale a inizio gennaio 2017 ma, pochi giorni prima dell’esame ufficiale del Comitato Etico, il piccolo inizia ad accusare convulsioni epilettiche intermittenti e costanti che risultano molto pericolose per la condizione cerebrale del bambino. È questo il motivo per cui i medici hanno iniziato ad avere remore all'idea di sottoporre il piccolo a una cura mai provata prima su un essere umano in virtù di come fosse impossibile escludere che il bambini provasse dolore.
I genitori dicono di non voler accettare la situazione e i medici interpellano i giudici per valutare quale azione dovesse essere intrapresa nell'interesse del bambino. Intanto il neonato viene tenuto in vita da supporti artificiali mentre è parere unanime dei medici che qualunque spostamento potrebbe causargli enormi danni per la sua salute. L'esperto della patologia ascoltato dalla Corte suprema britannica non ha dubbi: «Le convulsioni nei pazienti affetti da malattie mitocondriali indicano aggravamento e che da lì a 6-9 mesi giungerà la morte».
Dato che i genitori rivendicavamo la proprietà del piccolo e sostenevano di avere diritto di prelazione anche a danno della sua salute, la Cedu è stata chiamata in causa ed ha sentenziato che a prevalere debba sempre essere l’interesse del minore. I medici non possono sottoporre nessun essere umano a trattamenti che comportino sofferenze inutili... e per i dottori che hanno effettuato le consulenze giudiziarie l’attaccamento alle macchine si è tramutato, da febbraio in poi, in accanimento terapeutico.
La logica adottata è la stessa per cui i medici possono rivolgersi ai tribunali quando i genitori di un bambino tirano in ballo credi religioso o ideologici per tentare di impedire interventi chirurgici o trasfusioni del sangue. E nelle carte si legge a chiare lettere che il vantaggio derivante dal trattamento sperimentale sul bambino è pari a «zero».
Qui entrano in gioco i media, ai quali i genitori di Chalie hanno dato in pasto centinaia di immagini emotivamente devastanti di un bimbo intubato che parrebbe dormire, un bambino malato ma sereno. Eppure i medici spiegano che è probabile che il dolore sia tanto che Charles, ingabbiato in un corpo in cui il sistema nervoso si sta dissolvendo, non possa esprimerlo in modo evidente.

Ma ormai è tardi: Charlie Gard è già divenuto preda della propaganda integralista e nazionalista. Malato e intubato contro il suo interesse, il povero piccolo verrà probabilmente strumentalizzato a lungo in nome di chi spera di poter sfruttare la sua sofferenza per un qualche guadagno personale. Tutto questo mentre i suoi genitori si presentano truccatissimi e pettinatissimi a farsi dei selfie con un figlio ridotto ad un vegetale sotto morfina.
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