La truffa dello sportello "no gender" di Prevalle finisce in Parlamento



Finisce in Parlamento la vicenda dello sportello "no gender" inaugurato lo scorso 1° luglio dal sindaco leghista di Prevalle alla presenza di Gianfranco Amato. Non meno grave è come quella vergogna sia stata affidata ad una militante del partito di Adinolfi (nella foto, tra alcuni ideatori di quella truffa culturale) o che si arrivi ad atti di puro terrorismo con articoli pubblicati sul giornalino parrocchiale in cui afferma che «anche in alcune scuole d’Italia vengono somministrati ormoni ai bambini perché abbiano più tempo per decidere» o che «all’insaputa delle famiglie il bambino viene orientato all’omosessualità che si configura sullo stesso piano dell’eterosessualità».

La senatrice Petraglia (Sinistra Italiana) ha ora presentato una interrogazione a Minniti e alla Fedeli, rispettivamente ministri dell'interno e dell'istruzione, per chiedere conto di quello schifo:

Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante:
l'articolo 3 della Costituzione italiana afferma che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale (...) senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione";
presso il palazzo comunale di Prevalle, in provincia di Brescia, un'associazione denominata "Verde Speranza" ha aperto, con il sostegno dell'amministrazione comunale, uno "sportello no gender"; obiettivo dello sportello sarebbe quello di dare "informazioni" ai cittadini, in particolare ai genitori di bambini in età scolare e pre-scolare, contro "la teoria gender", che sarebbe diffusa nella scuola pubblica;
il Comune, oltre a concedere uno spazio pubblico, ha presentato funzioni, modalità, obiettivi dello sportello, che viene gestito da un'insegnante di scuola primaria, Sara Prandini;
nella prima giornata di operatività, l'insegnante Prandini era coadiuvata da un'insegnante del liceo di Ivrea, Cristina Zaccanti, e da una psicologa di Monza, Monica Ponti;
contro l'apertura dello sportello "antigender" in municipio a Prevalle si è svolta, nei giorni scorsi, una pacifica manifestazione organizzata da molti insegnanti, genitori ed attivisti di alcune associazioni;

visto che, a quanto risulta all'interrogante:
i soggetti che si occupano dello sportello non sono nuovi ad interventi dai contenuti che mettono in discussione la credibilità della scuola pubblica: ad esempio, sul giornale parrocchiale di Rivarolo Canavese, Cristina Zaccanti ha affermato che: "In Inghilterra, ma anche in alcune scuole d'Italia, vengono somministrati ormoni ai bambini perché abbiano più tempo per decidere. All'insaputa delle famiglie il bambino viene orientato all'omosessualità che si configura sullo stesso piano dell'eterosessualità";
risulta che lo sportello "no gender" di Prevalle stia diffondendo falsità e contenuti basati su presupposti ideologici discriminatori, contrari ai diritti individuali e collettivi riconosciuti dalla Costituzione, e stia facendo propaganda per il Popolo della famiglia, partito fondato da Mario Adinolfi e da Gianfranco Amato, tanto che nel primo giorno di operatività sono stati distribuiti volantini con il simbolo del partito in bella vista, con tanto di scritta "no gender nelle scuole";
considerato che, a quanto risulta all'interrogante:
i contenuti diffusi dallo sportello "no gender" sono falsi e diffamatori nei confronti della scuola pubblica;
attraverso lo sportello "no gender" sembra esserci il tentativo di diffondere teorie sull'istituto familiare prive di reali basi scientifiche ed alimentate esclusivamente da convinzioni politiche proprie che invadono lo spazio personale dei cittadini, a partire dalla libertà dell'orientamento sessuale;

a Prevalle si sta facendo a parere dell'interrogante un uso improprio di uno spazio pubblico ed è necessario chiudere lo sportello, che diffonde propaganda e notizie false, diffamatorie, a spese dei contribuenti e a danno di soggetti fragili,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano o meno intervenire, a tutela del diritto costituzionale sancito dall'articolo 3 della nostra Carta costituzionale ed a tutela della scuola pubblica, nei confronti dell'amministrazione di Prevalle, affinché venga immediatamente chiuso lo sportello "no gender", così come nei confronti di chi, all'interno degli ambienti scolastici, diffonde notizie false, diffamatorie e discriminatorie.

Pare evidente che l'eventuale chiusura dello sportello rientrerebbe comunque nei progetti delle lobby integraliste, sempre interessate a fare vittimismo o a tentare di far lava sul complottismo. Dopo aver lasciato che questa gente creasse indisturbata una bufala culturale a danno di un intero gruppo sociale, o ci sarà una seria campagna di informazione che possa permettere ai cittadini stessi di poter rispedire al mittente simili assurdità, oppure si rischia di fare il loro gioco nel promuovere una cieca paura verso ciò che manco esiste.
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