L'Aib contro la censura di Sboarina: «Misure contrastanti con la Costituzione e con le leggi sui diritti civili»



Anche l'Associazione Italiana Biblioteche ha deciso di prendere posizione contro l'annunciata censura e messa all'indice di un elenco di libri da parte del nuovo sindaco di Verona. Attraverso una lettera aperta firmata dal presidente nazionale Rosa Maiello, l'associazione sfoglia il programma elettorale presentato da Federico Sboarina ed osserva:

L’unica volta in cui si menzionano le biblioteche in questo corposo programma sia a pagina 18, precisamente alla voce “Famiglia”, tra il punto riguardante il “contrasto alla diffusione delle teorie del gender nelle scuole” e quello riguardante l'”impegno a respingere ogni iniziativa (delibere, mozioni, ordini del giorno, raccolta firme, gay pride, ecc.) in contrasto con i valori della vita, della famiglia naturale o del primario diritto dei genitori di educare i figli secondo i propri principi morali e religiosi“.E no, di biblioteche non si parla mica allo scopo di potenziare gli investimenti sull’acquisto di libri e sui servizi al cittadino, ma solo allo scopo di sventare le presunte insidie annidate nelle loro raccolte: per il neosindaco urge infatti il «Ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso; interruzione di iniziative che promuovono anche indirettamente questo stesso obiettivo».

Riguardo a quelle rivendicazioni, così esplicite nel promuovere una discriminazione di qualunque famiglia non sia fatta ad immagine e somiglianza della sua, peraltro ricorrendo a quell'odioso e vergognoso utilizzo del termine "naturale" che viene usato come se fosse sinonimo di "eterosessuale". Osserva dunque la Maiello:

Ci risiamo! Non bastano le minacce “avanzate” connesse alle varie forme di tecnocontrollo, dobbiamo ancora vedercela anche con le forme più anacronistiche di censura tradizionale che, purtroppo, sono assai più frequenti di quanto si creda.Che cosa si può replicare ai campioni della democrazia che ignorano o fingono d’ignorare i concetti di stato laico e libertà di espressione? Costoro sono davvero convinti che le biblioteche e le scuole debbano condizionare le menti più giovani rappresentando solo una determinata visione del mondo? Forse, piuttosto che richiamare il Manifesto IFLA/UNESCO sulle biblioteche pubbliche, che hanno tra l’altro il compito di “incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale“, sarà meglio ricordare a questi signori che, nella storia, chi di censura colpisce, di censura prima o dopo perisce: cosa ne penserebbero, ad esempio, se un giorno si concretizzasse quanto narrato da Aldous Huxley ne “Il mondo nuovo” e un regime contrario al matrimonio e alla famiglia decidesse di ritirare tutti i libri che ne parlano (o magari, per non sbagliare, tutti i libri esistenti)?

L'associazione assicura anche pieno supporto a chiunque vorrà difendere la libertà di espressione:

Quanto alle biblioteche e ai bibliotecari, l’AIB è pronta ad assicurare pieno sostegno ai colleghi cui fosse imposto il ritiro per ragioni ideologiche di libri presenti nelle raccolte delle loro biblioteche e li invita ad opporsi a misure contrastanti con la Costituzione e con le leggi sui diritti civili.
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