#MiChiamavoVincenzo. Parte la campagna social per chiedere rispetto e dignità per la vittima. Era Vincenzo, non il «gay ucciso»



È partita una mobilitazione social volta a contrastare una informazione che etichetta le persone al punto da trasformando un ragazzo, Vincenzo, in un «gay ucciso» e il suo barbaro assassinio in un «delitto gay».
Sappiamo già che l'integralismo cattolico si scaglierà come lupi famelici nel tentativo si sciallare la vicenda e di sfruttare quella vittima al fine di fomentare odio che possa tornare utile la loro guadagno, ma è importante che non si taccia dinnanzi a questo schifo e che si restituisca alla vittima quel rispetto e quella dignità che le è dovuta. E questo ad iniziare da quei quotidiani nazionali che stanno armando e alimentando odio contro la vittima a beneficio della propaganda che siamo certi ne seguirà da parte di personaggi sin troppo noti.

Clicca qui per scaricare l'immagine di Michele Sacco preposta per la mobilitazione.




E poi c'è Il Mattino di Napoli con il suo:
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