Phillip Picardi, digital editorial director di Teen Vogue, risponde alle proteste degli integralisti



Ormai pare impossibile poter fare qualche cosa senza che si registi l'ira dei sedicenti cristiani. Ad esempio bisogna stare attentissimi a non osare mai sostenere che i gay non siano esseri inferiori a loro, così come bisogna fare moltissima attenzione a dargli corda quando ci raccontano che i bambini nati da genitori stranieri debbano essere ritenuti immeritevoli dei loro stesi diritti. Bisogna annuire compiaciuti quando dicono che la loro libertà religiosa debba permettergli di non rispettare la legge, ma bisogna scuotere la testa quando ci parlano di come sia fondamentale negare ogni rispetto agli gli islamici o come loro esigano che si serva loro della carne di maiale in modo offendere la loro tradizione. Insomma, sono la nuova razza ariana che si diverte un mondo nel citare il nome di Dio invano quando chiedono che gli altri siano ritenuti inferiori a loro.

In tale clima di costante aggressione a qualunque opinione sia contraria la loro pensiero o ai dogmi che si sono creati, non c'è da stupirsi troppo che stormi di sedicenti "cristiani" si siano strappati le vesti quando Teen Vogue ha osato pubblicare una guida al sesso anale curata dalla sessuologa Gigi Engle. In quella sede, sopperendo ad una assenza e carenza di educazione da parte delle scuole e delle famiglie, sla rivista si è preoccupata di fornire informazioni su come stimolare le aree giuste, ma anche riguardo alla necessità di proteggersi dalle malattie e conferire piena dignità al partner.
In quell'isteria cattolica o oscurantista fatta di personaggi che sostenevano che la rivista promuovesse «la sodomia e la diffusione dell'aids tra adolescenti», tragicomico è il filmato in cui una mamma che si definisce "cristiana" si è fetta riprendere mentre sbraitava come un'indemoniata e bruciava una copia della rivista.

Phillip Picardi, digital editorial director di Teen Vogue, ha deciso rispondere a questi sedicenti "cristiani" ed attraverso Twitter ha raccontato la sua esperienza di adolescente gay e di come sia proprio il fanatismo religioso a rappresentare un pericolo i ragazzi quando si parla di sesso. Affermando l'ovvio, ha osservato come sia proprio grazie all'ignoranza e alla paura che si aumenta la diffusione delle le malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto quando i giovani vengono lasciati soli ed impreparati dinnanzi alla loro scoperta del sesso.
«È divertente -scrive- perché io sono andato a una scuola cattolica e non c’era nessuna educazione sessuale. Anzi ho avuto un insegnante che raccontava l’omosessualità come un peccato agli occhi di Dio». «Durante l’università sono andato a un centro medico perché avevo appena avuto un rapporto con qualcuno che avevo scoperto essere sieropositivo. È stato il personale sanitario a spiegarmi cosa sia l’HIV, come si diffonde, di quanto sia importante un controllo regolare e di molto altro. Ho ricevuto più informazioni vitali per la mia salute in 40 minuti dal medico che in tutti i miei anni di scuola privata».

Detto questo, ha concluso il suo intervento allegando l'immagine che vedete qui sotto accompagnata dal messaggio: «Questa è l’unica risposta che darò a messaggi che sono arrivati».

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