Povia elogia chi lancia molotov contro gli alberghi, definendoli «patrioti del popolo italiano»



Nella notte tra venerdì 30 giugno e sabato 1° luglio, alcuni ignoti hanno gettato due molotov all'interno dell'hotel Eureka di Carpeneda di Vobarno, in provincia di Brescia. La struttura era chiusa ormai da quattro anni ed alcune voci la indicavano come un luogo che avrebbe potuto offrire rifugio a 35 migranti (ipotesi che peraltro non era stata ancora definita). Solo il tempestivo arrivo del proprietario ha evitato che le fiamme potessero provocare ulteriori danni alla struttura.

A ridersela di gusto è Giuseppe Povia, il cantante anti-gay che sempre più frequentemente affianca Gianfranco Amato durante i suoi convegni omofobi. Dalla sua pagina Facebook, Povia ha pubblicamente elogiato gli attentatori e li ha definiti dei «patrioti». Il tutto non senza provare a piazzare una qualche copia del suo cd auto-prodotto. In un assurdo messaggio, ha scritto:

Ciao a chi mi legge e mi saluta con un..clic!!
Ho sorriso..perchè lo hanno fatto senza gente dentro.
Ma io dico, ci sono un sacco di persone promettenti che potrebbero diventare presidenti del consiglio e restano senza lavoro? Per esempio leggete di questi patrioti che a loro modo difendono il popolo italiano in via di estinzione. Non è razzismo eh.. È una richiesta di regolamentare l’immigrazione ;D;D;D Nel disco Nuovo Contrordine Mondiale c’è un brano "Al sud" che parla della colonizzazione che il nord fece ai danni del Sud attraverso l’unità d’Italia, costringendo ad emigrare la gente. Oggi accade la stessa cosa tra Nord-Europa e Sud-Europa. Ordinalo a xxx@xxx.xx 1Cd 15€ 2Cd20€. A stasera in concerto a Muggia (Trieste) ore 21 Porto S.Rocco

Apprendiamo dunque che Povia voglia un premier che vada in giro a piazzare bombe contro le strutture italiane di imprenditori italiani che sarebbero potute essere messe a frutto per offrire ad altri italiani. E tutto questo solo perché "da cristiano" vorrebbe che i migranti morissero a casa loro senza infastidirlo con la lor speranza di poter dare ai propri figli un futuro migliore.
Sarà che Povia voglia mostrarsi nazionalista al fine di compiacere ogni forma d'odio di chi partecipa agli incontro di Amato ma, anche a voler chiudere gli occhi sulla matrice razzista del messaggio, la sua posizione si prefigura comunque a danno degli italiani stessi.

E di certo non è chiaro neppure in che modo i profughi siriani dovrebbero far parte di quella "guerra" che Povia sostiene stia avvenendo tra tra Nord-Europa e Sud-Europa, ancor più un quello scenario in cui pare si voglia strizzare l'occhio alla politica della Lega. Peccato che i fatti ci dicono che sia stato il Regolamento Dublino II a prevedere che «lo Stato membro competente all'esame della domanda d'asilo sarà lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell'Unione europea»... ed indovinate un po' chi lo firmò? Fu proprio la Lega sotto il Governo Berlusconi II, con tanto del leghista Roberto Maroni che occupava il posto di ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.
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