Prosegue la diffamazione di Provita: «Ai Pride s’è fatto visto e sentito ben di peggio, ma non abbiamo il cuore di ripeterlo e di mostrarlo»



Attraverso un articolo in cui il termine «gaystapo» compare per ben dieci vole (oltre che nel nome di tutte le immagini), l'organizzazione politica Provita Onlus è tornata ancora una volta a promuovere odio contro un intero gruppo sociale attraverso "argomentazioni" inaccettabili.
L'organizzazione politica che nei suoi stessi manifesti si vanta in maniera del tutto opinabile di aver «presentato decine di denunce contro pratiche lesive della famiglia e dei bambini», scrive:

Ormai la Gaystapo, occhiuto gendarme del politicamente corretto, vigila con i suoi metodi stalinisti (perché la Gaystapo riassume “il meglio” di tutti i totalitarismi) sulla “omofobia dilagante”, pronta a mettere alla gogna mediatica e non solo chiunque osi ragionare con la propria testa a proposito di natura e biologia.Tanto che ha mandato i Carabinieri a casa di quel tizio di Latina che osò esprimere le sue preferenze sessuali, con uno striscione inneggiante alla fxxa, durante il Gaypride locale.La Gaystapo, ha a cuore la libertà sessuale di tutti, ma ha in odio coloro che apprezzano esclusivamente le persone dell’altro sesso. Quelli che la neolingua chiama “eterosessuali”: non hanno proprio diritto d’esistere e se esistono devono stare zitti e nascosti.

Interessante è come l'organizzazione di Brandi non solo pare capace di sostenere che ogni eterosessuale dovrebbe essere libero di poter esibire dalla finestra degli striscioni inneggianti «alla fica», ma sostiene pure che la mancata esaltazione di manifesti inneggianti all'oggetto del suo piacere e della sua lussuria significherebbe negare il diritto all'esistenza agli eterosessuali. Il bello è che tale la rivendicazione è contenuta in una frase in cui manco hanno avuto il coraggio di scrivere la parola che sostengono che quei cattivoni dei carabinieri avrebbero dovuto far passare sotto silenzio.
Ovviamente nessun gay si sognerebbe mai di dire che un eterosessuale non può andare con una donna, casomai è proprio Brandi a voler impedire che gli altri possano stare con al persona che amano. Ed infatti arriva ben presto a tirare in ballo la solita frase decontestualizzata di san Paolo con cui si sostiene che i gay debbano meritare la morte:

Più ancora, l’odio della Gaystapo si scatena nei confronti dei Cristiani e in specie dei Cattolici, e di tutti quelli che condividono e credono nella Parola di Dio espressa – per esempio – da quel “grande omofobo” che era San Paolo, l’Apostolo delle genti.
Il bello è che al seguito della Gaystapo si schierano giornali, TV, intellettuali, politici e relative amministrazioni comunali, provinciali e regionali, che aborriscono come di “cattivo gusto” gli striscioni come quello di Latina o le processioni e le preghiere pubbliche in riparazione allo scandalo pubblico suscitato dai gaypride.

L'articolo passa così a lodare chi usa Dio per promuovere l'odio, mettendo alla gogna quei preti che osano credere nel massaggio d'amore di Gesù al posto di stuprare il suo messaggio con finalità politiche atte a legittimare qualunque forma di odio:

Oggi a Bari, nelle scorse settimane a Varese, Reggio Emilia, Milano, Pavia… in diverse città italiane, in occasione dei pubblici gaypride, le pubbliche preghiere pacifiche sono state ostracizzate e vituperate dalla Gaystapo e perfino da sedicenti uomini di Chiesa che evidentemente appartengono più alla suddetta Gaystapo che alla suddetta Chiesa.

Si passa così al tentativo di creare volutamente confusione con riferimenti a realtà canadesi che vengono puntualmente decontestualizzate e sfruttate propagandisticamente:

Faremo la fine del Canada, dove il canale televisivo CBC, uno di quelli finanziati con contributi pubblici, ritiene importante che i genitori siano di mentalità aperta e quindi consiglia loro di far vedere persone nude ai bambini: corpi di tutte le forme, di tutte le dimensioni e in tutte le condizioni. Tutto nutre l’intelligenza e favorisce lo sviluppo sessuale dei bambini: non è mai troppo presto per fare esperienza. Anzi, anche i bambini al di sotto dei cinque anni, per esempio. Dovrebbero vedere delle drag queen nude. Quindi bisogna portare i piccoli ai gaypride e soprattutto non stigmatizzare chi compie quelli che una volta venivano chiamati atti osceni in luogo pubblico.

La realtà è che in Canada esiste una cultura del naturalismo che vede gruppi nudisti in prima fila a qualunque evento pubblico, indipendentemente dall'orientamento sessuale. Un'evidenza che appare chiara anche solo visitando l'home page della Federazione Nazionale Naturalisti, dove ad accogliere i visitatori c'è una donna, un uomo e loro figlio che accolgono senza vesti visitatori. La cosa potrà piacere o non piacere, ma snaturare i fatti e raccontare bugie al fine di suscitare l'odio e la rabbia dei bigotti a danno di una porzione della popolazione è una cosa assai poco etica e molto scorretta.
Comunque sia, se dovessimo cercare una correlazione tra le affermazioni dell'articolo, dovremmo desumere che Brandi voglia sostenere che i bambini di cinque anni dovrebbero vedere cartelli inneggianti «alla fica» in modo tale che sappiano sin da subito che lui renderà la loro vita un vero inferno se non si cercheranno velocemente una una qualche vagina da penetrare.

Ed è proprio cavalcando quella volontà diffamatoria che l'organizzazione politica Provita Onlus si lancia in frasi sempre inaccettabili, arrivando al tentativo di voler far credere che ai pride ci siano state orge di gruppo o gente che faceva sesso nelle strade e che loro non forniscono prove solo perché non hanno il cuore di mostrare immagini simili. Oppure, più probabilmente, non hanno alcuna immagine e preferiscono mentire dato che nessuno dei loro lettori avrà mai visto un pride e in Italia esiste una totale impunità per chi mente con precise finalità politiche e propagandistiche. fatto sta che scrivono:

Basta vedere il video che ci hanno mandato dei nostri amici di Napoli per capire di cosa stiamo parlando.E a Napoli, tutto sommato, il gaypride è stato sobrio e contenuto. Altrove s’è fatto visto e sentito ben di peggio, ma non abbiamo il cuore di ripeterlo e di mostrarlo. Soprattutto le bestemmie e gli oltraggi al sentimento religioso vanno molto di moda, ma non abbiamo intenzione di ripeterle. Tutto questo, però, è perfettamente in linea con la policy della Gaystapo.

Peccato che la vera bestemmia è quella pronunciata da un'organizzazione che quotidianamente stupra il nome di Dio per sfruttarlo a scopi di promozione dell'odio omofobico, del razzismo e della xenofobia. Il tutto con l'aggravante di come tanto finto moralismo arrivi da un uomo che è socio di un'azienda ceca di trasporti che offre tessere in grado di garantire sconti sulle prestazioni sessuali delle prostitute di Praga.

Per chi volesse vedere quanta malafede ci sia stata da parte loro nel descrivere il presunto video-documento, qui potete visionare il materiale propagandistico da loro pubblicato. Tragicomica è anche il loro fastidio per un vocalist che ha osato citare le parole del papa contro alcuni personaggi che manifestavano contro il pride utilizzando delle bandierine con scritto il nome di Gesù.
Commenti