Rhode Island mette al bando le "terapie riparative" dell'omosessualità



Buone notizie giungono dagli Stati Uniti, dove Rhode Island è divenuta l'undicesima giurisdizione le cosiddette "terapie riparative" dell'omosessualità sui minori.
Il Senato ha approvato una legge che vieta quelle abominevoli pratiche, ritenute pericolose e prive di qualunque fondamento da parte dell'intera comunità scientifica. Abusi che spesso risultano causa di gravi danni psicologici che procurano ansia, abuso di sostanze stupefacenti e progetti suicidati tra chi ne è vittima. La teoria proposta e praticata quasi unicamente da gruppi religiosi si basa sull'inculcare sensi di colpa così forti da spingere i soggetti ad un rifiuto di sé stessi. In altre parole, dinnanzi ad una persona che non riesce ad accettare la propria omosessualità, loro sostengono sia necessario dirgli che ha ragione a pensare di essere sbagliato o a ritenere che la sua vita sia un errore.
Se la pressione delle lobby cristiane rende difficile vietare quelle abominevoli torture che vengono difese nel nome della "libertà religiosa", il tentativo dei legislatori è quella di salvare quantomeno quei minori che rischiano di essere sottoposti a quelle violenze da genitori che non li accettano per ciò che sono.

«Nessun bambino dovrebbe essere sottoposta alla pericolosa e disumana pratica della terapia di conversione -ha dichiarato Sarah Warbelow, direttorice legale della Human Rights Campaign- I medici professionisti concordano sul fatto che questa pratica sia obsoleta e screditata. Non solo non funziona, ma può anche avere pericolose e mortali conseguenze. Si tratta di un abuso sui minori. Ringraziamo lo Stato del Rhode Island per aver protetto i giovani lgbtq».
Leggi simili sono già in vigore in California, Connecticut, District of Columbia, Illinois, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Vermont. Alcune località in Ohio, Pennsylvania e Florida hanno proibito tale violenza anche sui maggiorenni.
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