Rivelati i nomi di 27 uomini gay torturati e uccisi in Cecenia. Tra loro anche dei 18enni



La Novaya Gazeta ha reso noti i nomi di 27 uomini gay torturati e uccisi a Grozny nelle notti del 25 e 26 gennaio scorso. Corpi che le autorità cecene hanno frettolosamente occultato in fosse scavate sotto terra e che il quotidiano ipotizza possano essere stati ben più numerosi a fronte di quellc he potrebbero essere state addirittura 56 vittime
La decisione di pubblicare i loro nomi è legata alla totale assenza di interesse sul caso da parte delle autorità nazionali, motivo per cui la redazione del quotidiano si augura che la commissione investigativa russa possa avere chiari indizi su dove poter cercare testimoni dei fatti.

Questi i nomi:
  • Abdulmezhidov Adam Isaevich, 29 anni
  • Abumuslimov Apti Hasanovic, 27 anni
  • Abdulkerimov Side Ramzan Ramzanovich, 26 anni
  • Alimhanov Islam Aliev, 18 anni
  • Abubakarov Adam Dzhabrailovich, 21 anni
  • Bergan Ismail Shadidovich, 18 anni
  • Dasaev Adam Ilyasovich, 28 anni
  • Dzhabayev Zelimhan Hizirovich, 23 anni
  • Ilyasov Adam Huseynovich, 19 anni
  • Lugano Rizwan Saeed-Hamzatovich, 29 anni
  • Malikov Rizwan Agdanovich, 26 anni
  • Musk ICYE Turpalovich, 28 anni
  • Muskhanov Temirlan Ahmadovich, 30 anni
  • Ozdiev Usman Vahaevich, 27 anni
  • Rashidov Doc Ibrahimovic, 21 anni
  • Siriev Magomed Musaevich, 23 anni
  • Soltahmanov Ismail Ezer-Aliyev, 22 anni
  • Suleymanov Magomed Arbievich, 29 anni
  • Tuchaev Ahmed Ramzanovich, 29 anni
  • Habu Khamzat Slaudinovich, 23 anni
  • Khakimov Alvi Aslambekovich, 24 anni
  • Hamidov Shamil Ahmedovich, 30 anni
  • Tsikmaev Sultanovich Ayoub, 32 anni
  • Shapiev Muslim Isaevich, 27 anni
  • Eskarbiev Sayhan Vahamsoltovich, 24 anni
  • Yusupov Sahab Marshak, 27 anni
  • Yusupov Shamhan Shayovich, 28 anni

Lo scorso aprile Adinolfi dichiarò che «la storia della persecuzione dei gay in Cecenia era una totale balla». Lo scrisse nero su bianco e lo pronunciò durante quel rantolo quotidiano in cui si propone ai suoi proseliti come un profeta che rilegge la realtà nel nome del Vangelo. Peccato che il Vangelo non sembri c'entrare molto con il tentativo di rinnegare e coprire lo sterminio di 27 uomini, da lui uccisi una seconda volta attraverso la negazione della loro stessa esistenza.
Ma se in realtà Adinolfi appare come solo come uno trizio che sta cercando di far soldi attraverso la promozione dell'intolleranza (in fondo il razzismo se l'era già preso Salvini, quindi a lui non rimaneva che cavalcare l'omofobia), fa riflettere con quanto impegno le vere lobby integraliste cerchino di affossare e occultatore la verità pur di difendere quel Putin che li finanzia.
Il fanatismo religioso, invece, è un evidente boomerang dato che l'omofobia è stata scelta da Mosca proprio come anello di congiungine con cui attrarre il favore sia degli integralisti cristiani che di quelli islamici. È la chiave di volta per offrire a Mosca la possibilità di espandere il suo controllo su popoli che il fanatismo religioso non avrebbe mai permesso di poter far dialogare tra loro. E c'è chi lo vende nel nome del Vangelo nella più totale apatia verso ragazzi di soli 18 anni che sono ammazzati come bestie solo perché amavano persone del loro stesso sesso.
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