Un cittadino italiano su quattro considera l'omosessualità una malattia



Un cittadino italiano su quattro considera l'omosessualità una malattia. È quanto emerge dalla relazione finale della Commissione Jo Cox, istituita il 10 maggio del 2016 su invito del Consiglio d'Europa al fine di tracciare un quadro della situazione riguardante l'intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio.
E se pare incredibile che nel 2015 il 25% dei cittadini italiani possa davvero credere che l'omosessualità sia una mattia, grave è anche come uno su cinque ritiene inaccettabile avere un collega, un superiore o un amico omosessuale.
Non è andata meglio riguardo agli altri temi. Meno della metà degli italiani (il 43,7%) ritiene le donne oggetto di odio. Eppure il 51,8% ha subito ricatti o molestiein ambito lavorativo mentre una donna su tre ha subito violenza fisica (nel due terzi dei casi per mano del partner). Esiste anche un 34,4% degli intervistati pronta a dirsi convinti che una donna che lavora non possa stabilire buoni rapporti con i figli.
Riguardo al fenomeno delle migrazioni, la maggioranza degli italiani si dice convinta che gli immigrati rappresentino il 30% della popolazione (quando in realtà sono solo l'8%) e che i musulmani siano il 20% (in realtà sono il 4%). Il 65% pensa anche che i rifugiati siano un peso per il nostro Paese e che tolgano risorse alla popolazione. Si tratta di una percentuale impensabilmente maggiore rispetto agli altri stati: ad esmepio in Germania, dove è stata garantita l'accoglienza di più di un milione di profughi, a sostenerlo è solo il 21% dei tedeschi.
Si tratta di dati allarmanti, ma che ben spiegano perché mai in politica sci sia la fila di chi cerca di prendersi una fetta di torta dal commercio di omofobia, xenofobia e razzismo.
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