Venezia, il Pdf vuole il rogo: «Quei libri come alcol e fumo, non devono essere somministrati ai minori»



Quei libri vanno proibiti, nascosti, resi inaccessibili. Lo sostiene Filippo Grigolini, esponente veneziano del partito di Mario Ainfoli, in un isterico intervento a sostegno della promessa di censura di quelli che lui chiama "libri gender" da parte del nuovo sindaco di destra.
La sua pretesa è che i bambini dell scuole cittadine vengano indottrinati a ritenere che l'eterosessualità debba essere intesa come l'unico modo giusto di essere e che la vera famiglia voluta da Dio sia quella fondata dall'unione di un uomo, due donne, un ben matrimonio a Las Vegas e qualche amico che organizza veglie di preghiere contro i gay. In altre parole, chiunque abbia gusti diversi da Adinolfi o chiunque abbai famiglia diverse da Adinolfi deve essere ritenuto sbagliato.
Nel suo intervento, Grigolini spergiura che «la libertà di stampa non ha nulla a che fare con questa faccenda» dato che si tratterebbe solo di una doverosa censura atta a vietare ogni pensiero contrario al suo in un'ottica in cui lui sostiene che dinnanzi a qualunque pubblicazione a sui sgradita sia «doveroso renderle non accessibili a quelle fasce d’età più critiche e malleabili». Come sempre, la scusa è che quell'atto sarebbe "in difesa" dei bambini dato che lui lui teme che possano diventare tutti gay se non li si indottrina a ritenere che essere gay è sbagliato.
Peccato che l'uomo ostenti una certa ignoranza sulle finalità dei volumi da lui così duramente criticati. Ad esempio pare non rendersi conto che i libri che spiegano come si nasca mediante fecondazione assistita siano pensati proprio per fornire spiegazioni chiare ed esaustive a quei bambini che sono nati mediante quella tecnica e che magari si pongono delle domande nati. Esattamente come alcuni libri spiegano come si nasca da un atto sessuale, altri spiegano come ciò avvenga in altri modi. Eppure lui spergiura che si tratterebbero di «pubblicazioni che contengono anche istigazioni a reati», forse ritenendo che a quei bambini sia necessario dire che lui non avrebbe mai permesso la loro nascita e che lui non vuole possano avere gli stessi diritti garantiti a tutti gli altri.

In un crescendo di isteria, è senza fornire alcuna argomentazione alla sua tesi che Grigolini paragona i libri all'indice ad alcol e fumo, sostenendo che «non devono essere somministrati ai minori per ragioni ovvie legate alla salute e allo sviluppo».
Ed è sostenendo che la tolleranza sia un male e che l'odio verso il prossimo sia ciò che lui vorrebbe fosse insegnato ai bambini, l'integralista sbraita che «anche queste forme di indottrinamento ideologico e culturale devono essere tenute a debita distanza dai più piccoli. Ora, però, il punto è un altro: nonostante la maggioranza degli elettori abbia scelto Sboarina come sindaco a fronte di un programma che su questo tema, onestamente, non aveva molto di ambiguo, saprà resistere alle pressioni dei media, delle lobby gay e del pensiero unico o cederà alle logiche di una forte corrente interna che, in piena linea di continuità con la precedente amministrazione e ricca di voti, è notoriamente a favore dei cosiddetti “diritti civili”? Il Popolo della Famiglia incoraggia il sindaco Sboarina a non avere paura e a non cedere alle minacce che arriveranno. Tolga quei libri dalle scuole e faccia in modo che non siano a disposizione dei più piccoli nelle biblioteche comunali. Mantenga la parola data in campagna elettorale, si carichi di questa responsabilità, compia il suo dovere verso i genitori di Verona: avrà solo meriti».

Insomma, è inventandosi epiteti offensivi verso le vittime della sua persecuzione e lamentando che un presunto "pensiero unico" sia ciò che non permette la distruzione di qualunque opinione non sia conforme all'ideologia adinolfiniana, l'integralista invita il sindaco ad infliggere ai veneziani un atto che farebbe piombare la città nel 1933, quando la Germania nazista ordinò il rogo di qualunque libro non corrispondenti all'ideologia nazista. E questo solo perché lui vorrebbe fosse sancito che gli unici diritti civili che devono poter essere riconosciuti sono quelli che riguardano lui e i suoi interessi.
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