Gianfranco Amato: «I diritti umani vengono dopo le tradizioni e la religione. In Africa sanno come trattare le devianze gay»



Gianfranco Amato è costantemente impegnato nella diffusione della bufala "gender" a beneficio delle mire politiche dello lobby statunitense di estrema destra che lui rappresenta (la stesse per cui difese le leggi fasciste che impongono i crocefissi nelle scuole o quelle che mirano vietare qualunque libertà personale non sia stata preventivamente validata da un'autorità religiosa).
In un lungo e noioso articolo, l'integralista torna a sostenere che è nel nome di Dio che i gay non dovrebbero essere considerati suoi eguali dato che lui si reputa superiore in virtù dell'attività che svolge nel suo letto. A voler citare testualmente ciò che dichiarò a Radio 24, lui sarebbe da ritenere giuridicamente e socialmente superiore agli altri perché lui «si scopa sua moglie».
Tutto l'incipit è infarcito dalle solite banalità. Amato spergiura che «secondo l’ideologia gender non esiste una differenza ontologica tra uomo e donna» e dice che «siamo di fronte a una rivoluzione che cerca di ribaltare l’ordine della creazione dell’uomo e della donna come Dio l’ha concepito sin dalle origini nel suo disegno di amore eterno». Sostiene pure che «la teoria gender sta passando a un livello superiore, decisivo, trasformandosi in teoria queer», una teoria che a suo dire mirerebbe ad «introdurre il sospetto circa le restrizioni dell’eterosessualità».
Immancabile è il tentativo di alimentare l'isteria attraverso il ricorso alla paura in un vero e proprio terrorismo psicologico. L'articolo afferma che ogni atto di tolleranza potrebbe provocare «la catastrofe definitiva» e spergiura che «se i cambiamenti sovversivi promossi dal gender non smettono di espandersi, le nostre civiltà potrebbero in effetti perdere il senso di ciò che l’umanità è, e infine scomparire, non a vantaggio di un mondo perfetto, ma in una caduta verso la barbarie e il totalitarismo».

Ma è a quel punto che giungiamo alle affermazioni più tragiche, con l'integralista che appare capace di scrivere:

La frase: “I diritti gay sono diritti umani e i diritti umani sono diritti dei gay” [Hillary Clinton] sembra essere diventata il leitmotiv di un discorso attuale della governance mondiale che, grazie ad esso, vuole cambiare le culture dei popoli in favore della libera scelta, da parte degli individui, dei loro "orientamenti sessuali". Peggio ancora: nel momento stesso in cui i diritti dell’uomo sono utilizzati per imporre questo genere di progetto ideologico, il segretario dell’Onu, in maniera sorprendente, dichiara che “nessun costume o tradizione, nessun valore culturale o credenza religiosa può giustificare il fatto che un essere umano venga privato dei suoi diritti umani” [Ban Ki-moon]. Con quale diritto si sacrificano le culture e la fede dei poveri in nome dell’omosessualità, o in nome degli idoli della decadenza morale dell’Occidente? 

Tirando in ballo quei poveri a cui il partito di Amato vorrebbe negare qualunque tipo di accoglienza dato che lui sostiene farebbero bene a creparsene a casa loro senza rompergli le scatole, l'integralista sostiene che la cultura religiosa verrebbe sacrificata solo perché anche i gay hanno dei diritti nonostante lui si dica fermamente convinto del contrario.
Più grave è l'attacco ai diritti umani.  Se dovessimo ritenere buona la sua teoria sul fatto che quei diritti debbano poter essere calpestati da chiunque strumentalizzi la religione, allora dovremmo ritenere che Amato sia fortemente favorevole a quei miliziani dell'Isis che nel nome delle «loro tradizioni» gettano i gay dai palazzi. Oppure dovremmo dedurre che basti citare la Bibbia per sentirsi legittimati a lapidare a morte la seconda moglie di Adinolfi dato che i dogmi religiosi e la tradizione ci dicono che non possa essere ritenuta altro che una concubina  con cui l'integralista sta commettendo adulterio.

Amato racconta poi che qualunque legge osi mettere sullo stesso piano gli affetti di un gay a quelli di un etero va inteso come un atto finalizzato a «privilegiare l’omosessualità e la transessualità», così come dichiara che «l’omosessualità altera la vita coniugale e familiare. Non può essere un riferimento educativo per i bambini. Li danneggia e li rovina in profondità e in maniera irreversibile».
Ovviamente tutto viene presentato come un dogma di fede e Amato non spiega in che modo i bambini verrebbero «danneggiati irreversibile» se si dice loro che l'altro non è sbagliato anche se diverso da loro. Sarà, ma da un punto di vista prettamente pratico c' da ritenere che l'unico "rischio" sia quello di risparmiarci il suicidio di un qualche adolescente vittima id bullismo o un numero minore di guerre a fronte di persone che non pensano di dover imporre il loro Dio a chi ha altre credenze religiose.

Sempre sostenendo che rispettare l'omosessualità significherebbe «imporla». Parlando di quei Paesi che hanno minacciato sanzioni contro quell'Uganda  che anche grazie anche al supporto di personaggi vicini ad Amato voleva introdurre la pena di morte per i gay, afferma:

L’omosessualità è un non-senso nei confronti della vita coniugale e familiare. E quanto meno nocivo raccomandarla in nome dei diritti dell’uomo. E imporla è un crimine contro l’umanità. È inammissibile che Paesi occidentali e agenzie Onu impongano ai Paesi non occidentali l’omosessualità e tutte le sue devianze morali, utilizzando argomenti economici affinché rivedano la loro legislazione in materia e per di più condizionino l’aiuto allo sviluppo con l’applicazione di norme assurde, sovversive, inumane e contrarie alla ragione e al senso delle realtà che maggiormente caratterizzano l’umanità. Promuovere la diversità degli “orientamenti sessuali” fin nelle terre africane, asiatiche, oceaniche, sudamericane significa condurre il mondo a una totale deriva antropologica e morale: verso la decadenza e la distruzione dell’umanità!

Glorificato neppur troppo indirettamente chi punisce l'omosessualità con il carcere o chi getta i gay dai tetti dei palazzi, Gianfranco Amato si lancia persino nel sostenere che il solo fatto di impedire che qualcuno possa essere imprigionato, torturato o ucciso in virtù del suo orientamento sessuale debba essere ritenuto nuovo «nazismo» contro quei poveri fondamentalisti religiosi che vorrebbero imporre i loro distinguo:

I Paesi occidentali ci hanno abituato all’instabilità delle loro idee e alla costruzione di ideologie alienanti e passeggere come furono il marxismo e il nazismo. L’esportazione delle loro ideologie nel corso della storia ha da sempre causato gravi danni all’umanità. Il pensiero africano non può lasciarsi colonizzare di nuovo. Dopo la schiavitù e la colonizzazione si sta cercando ancora una volta di umiliare e distruggere l’Africa imponendole il gender. È fondamentale che gli africani non si facciano privare della loro saggezza e della loro prospettiva antropologica che basano il matrimonio e la famiglia esclusivamente sulla relazione tra un uomo e una donna. La filosofia africana proclama senza indugi: l’uomo non è nulla senza la donna, la donna non è nulla senza l’uomo, ed entrambi non sono nulla senza un terzo elemento che è un figlio.

L'integralista ci fa dunque sapere che Dio avrebbe sbagliato a creare l'omosessualità e che finalmente c'è lui a dettare nuove regole che mirino a definire le regole di un nuovo "uomo ariano" fatto a sua immagine e somiglianza. Glia altri sono sbagliati, lui è la massima espressione della perfezione, il nuovo messia.

Immancabile è anche il risvolto politico che Anmato ama dare alla sua disinformazione ideologica e alla sua strenua promozione dell'odio omofobico. Afferma infatti:

Rileggendo questa splendida prefazione riflettevo sull’ultima esternazione di Laura Boldrini, l’attuale Presidente della Camera che, come l’antico senatore Catilina, continua ad «abutere patientia nostra». Questa volta, infatti, la nostra ineffabile Laura se n’è uscita affermando che le vere priorità del nostro Paese sono oggi rappresentate dalla lotta alla cosiddetta omofobia e dalle cosiddette “fake news”. Tradotto: occorre approvare definitivamente e prima della fine dell’attuale legislatura, il famigerato disegno di legge “Scalfarotto” (che giace fortunatamente in un binario morto della Commissione Giustizia del Senato), e approvare «disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica». Sì, stiamo parlando proprio del disegno di legge S.2688 che intenderebbe punire «chiunque pubblica o diffonde, attraverso piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione o diffusione di informazione presso il pubblico, con mezzi prevalentemente elettronici o comunque telematici, notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi». Una manna per tutti coloro che, a cominciare dalla nostra Presidente della Camera dei Deputati, sostengono che la cosiddetta “teoria gender” non sia altro che una notizia «falsa, esagerata o tendenziosa che riguarda dati o fatti manifestamente infondati o falsi». Insomma, una vera “fake news”, una pericolosa bufala da censurare.

Un'asserzione che pare quasi come una confessione dinnanzi a chi vive di bufale e guadagna sull'isteria. Se fosse davvero sicuro di ciò che dice, perché mai dovrebbe temere l'ipotesi di dover provare la veridicità di ciò che durante i suoi comizi sostiene siano dati di fatto? Non sarà che non ha la più pallida idea di come potersi giustificare dinnanzi a ciò che afferma al solo fine di poter danneggiare quei gruppi sociali che lui odia con tutto sé stesso?
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